Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Al via l’anagrafe dei conti correnti. Nuova arma contro l’evasione
di Andrea Carlino

I primi dati inizieranno ad affluire a fine ottobre e saranno relativi al 2011

Tags: Banca, Conto Corrente, Evasione



CATANIA - Conti correnti senza più segreti dal 31 ottobre. è al via l’anagrafe dei conti correnti. Il provvedimento, voluto dal decreto salva-Italia (d.l. 201/2011 convertito nella L. 214/2011), è volto all'attuazione della norma intitolata "emersione di base imponibile" e mirata alla lotta contro l'evasione fiscale. Si delinea, in tal modo, in forma ulteriormente potenziata, il nuovo sistema di controllo sui movimenti e sui saldi dei conti correnti, nonché delle varie tipologie di strumenti finanziari.
 
Gli operatori dovranno predisporre i propri sistemi informatici in vista delle seguenti scadenze: il 31 ottobre 2013 per l’invio dei dati relativi all’anno 2011; sarà poi il 31 marzo 2014 la scadenza utile per l’invio dei dati relativi al 2012 e infine a regime gli intermediari dovranno segnare nell’agenda fiscale degli adempimenti il 20 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento a regime, ossia dal 20 aprile 2014 relativamente all’anno 2013.
 
Le prime cifre che verranno valutate dall’amministrazione finanziaria riguarderanno proprio tale periodo di imposta, che verranno sottoposti alla verifica e selezione da parte dell’amministrazione con la finalità di cominciare una attività di controllo nei riguardi, verosimilmente, di quelli che risulteranno aver dichiarato un reddito troppo basso rispetto alle movimentazioni e alle disponibilità risultanti. Una serie di operazioni che comportano grandi investimenti in software da parte delle banche che però, come molti operatori del settore attestano, faticano a quantificare dal momento che finiscono nella somma delle spese per burocrazia e affini.

L’obbligo, fra l’altro, concernerà tutti gli intermediari finanziari chiamati ad indicare i dati identificativi dei rapporti finanziari, incluso il codice univoco, dei propri clienti; ossia persone fisiche e non che ne hanno disponibilità, compresi i possibili cointestatari. Dunque le banche saranno chiamate ad inviare, opportunamente codificati secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia stessa, tutti i movimenti finanziari anche se quelli a cui il fisco mira con maggior interesse sono le cifre che testimoniano un arricchimento del soggetto e non quelli, pure codificati, che di fatto non permettono di evincere la creazione di nuova ricchezza.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus