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Pagamento debiti Pa, arriva il decreto. Plauso dell’Ue ma non mancano le polemiche
di Patrizia Penna

Cauto ottimismo della Commissione europea: “Iniziativa positiva ma non risolverà tutti i problemi dell’Italia”. Per le imprese siciliane sul piatto due mld di euro ma la massa debitoria è maggiore

Tags: Pa, Imprese, Luca Bianchi, Economia



ROMA - Plauso o riprovazione. Sono atteggiamenti contrastanti quelli che hanno accolto nella giornata di ieri l’approvazione del decreto per il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione.

Il plauso è quello della Commissione europea che si è impegnata a studiare il decreto così da lo studierà per valutarne l’impatto economico e un’eventuale decisione di chiusura della procedura per deficit eccessivo. Lo afferma Simon O’Connor, portavoce del commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn, cui il ministro dell’Economia Vittorio Grilli, ha illustrato i contenuti del decreto. “L’Italia - ha detto Grilli - ha spiegato all’Unione europea cosa contiene il decreto sul pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione varato sabato, incassando l’apprezzamento della Commissione Ue”. “L’incontro è andato bene”, afferma ministro. “Ho spiegato i dettagli del provvedimento di sabato, e mi pare sia emersa condivisione sull’importanza di questo intervento e sulla soluzione che questo decreto individua”.

“La Commissione sostiene con forza la riduzione in tempi rapidi del debito della pubblica amministrazione - ha detto Rehn - Pensiamo che sia possibile dare i soldi alle imprese velocemente, e ciò, riteniamo che aiuterà enormemente l’Italia anche se, non risolverà tutti i problemi dell’Italia. “Nelle prossime settimane - ha continuato continua O’Connor - la Commissione analizzera’ il testo, e terremo conto del decreto per le previsioni economiche di primavera’’, la cui pubblicazione è prevista per il 3 maggio.

La riprovazione è quella del presidente dell’Upi, Antonio Saitta: "Avevamo chiesto al Governo di permetterci di pagare da subito il 50% dei debiti con le imprese. Invece si è scelto di imbrigliare la prima parte dei pagamenti in norme che nella maggior parte dei casi permetteranno di coprire non più del 20% di quanto si aspettano le imprese. Ancora una volta si è scelta la strada dei vincoli per frenare gli enti locali”. “Le procedure poi - ha aggiunto Saitta - continuano ad essere troppo complesse e si parla di due decreti attuativi solo per pagare i debiti di Province e Comuni. Ribadiamo che riteniamo indispensabile un intervento correttivo del Parlamento, che semplifichi la procedura e eviti di aggiungere lungaggini inutili. Le imprese si aspettano di potere ricevere i loro soldi ora, non entro l’anno. C’è poi da lavorare in Parlamento perché attraverso questo decreto si possano finalmente modificare le regole del patto di stabilità interno, che sono quelle che hanno permesso che si arrivasse a questa situazione assurda. Sarebbe grave rimandare ancora un intervento strutturale che tutti i partiti hanno definito urgente"
Intanto, si registrano le prime reazioni ed i primi commenti al decreto anche alla Regione siciliana.
Da Palazzo d’Orléans, l’assessore regionale all’Economia, Luca Bianchi, ha detto “Stiamo studiando il decreto del governo Monti. Da una prima analisi sembra che i fondi per pagare i debiti con la pubblica amministrazione sono fuori dal patto di stabilità. Per la Sicilia si tratterebbe di circa 2 miliardi di euro, anche se credo che i debiti siano maggiori”.


Patrizia Penna
Twitter: @PatriziaPenna

Articolo pubblicato il 09 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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