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Catania - Il Piano portuale “fa a pugni” con le attività dei lidi alla Playa
di Melania Tanteri

Appello di Confcommercio che chiede un tavolo tecnico prima che lo stumento vada in Consiglio. L’espansione prevista a Sud intaccherebbe l’ecosistema e le attività produttive

Tags: Catania, Porto



CATANIA- Un tavolo tecnico per discutere del Piano regolatore del Porto, prima del passaggio in Consiglio comunale che dovrà dare parere all’importante documento di programmazione urbanistica. È questa la richiesta di Confcommercio che ha inviato al presidente Marco Consoli una lettera per chiedere che si tengano in considerazione alcune criticità rilevate proprio dall’associazione dei commercianti.

“L’assise cittadina, a breve, sarà chiamata ad affrontare il dibattito – spiegano i rappresentanti di Confcommercio – sull’atto che assume una rilevante importanza sia per quanto attiene le scelte strategiche del porto in una visione di sviluppo complessivo delle stesse attività portuali, sia per le connessioni ed interazioni, sotto diversi profili, tra Porto e Città”.

Numerose le critiche mosse all’attuale progetto realizzato dall’Autorità portuale e altrettanti gli aspetti su cui Confcommercio chiede alcune modifiche. A cominciare dall’ipotesi contenuta nel Prp di realizzazione di un porto turistico a Sud, nell’area attualmente occupata dallo stabilimento con gli acquascivoli, limitrofo quindi alla spiaggia libera n.1 e a molti altri lidi.

“Nella proposta di Prp – continua Confcommercio - è prevista un’espansione del Porto a Sud con la creazione del porto turistico. Tale espansione si svilupperà sino ad interessare l’area demaniale in corrispondenza dell’attuale acquascivolo e coinvolgendo, in parte, anche il primo lido della Plaia. A Sud, pertanto – proseguono - il porto sarà delimitato da un molo, detto di mezzogiorno, lungo 420 mt circa con la parte interna banchinata che finisce con un pennello di 65 m”.

Una previsione che, come ammesso dagli stessi rappresentanti dell’associazione “lascia perplessi”, in particolare in relazione all’aspetto ambientale e alle conseguenze che, l’espansione a Sud dell’infrastruttura potrebbe avere sull’ecosistema del luogo e sul litorale della Playa.

“Quanto previsto – aggiungono – potrebbe compromettere l’ecosistema della Plaia, con un possibile e verosimile “effetto laguna” che potrebbe presentarsi nella parte più prossima al molo di mezzogiorno, zona a vocazione turistica con la presenza di numerosi lidi balneari coinvolti”.

Secondo Confcommercio, inoltre, a confermare questa preoccupazione ci sarebbe l’assenza di alcuno studio al riguardo.
“Dagli atti a corredo della delibera – continuano - non si evince alcuna valutazione degli effetti ambientali derivanti a Sud del predetto molo di mezzogiorno, valutazione che riteniamo indispensabile anche per via della presenza delle strutture turistico – balneari presenti, che verrebbero coinvolte con ripercussioni negative da eventuali effetti ambientali insostenibili”.

Ad essere evidenziati, inoltre, altri aspetti poco chiari della programmazione urbanistica del porto: la viabilità interna, “non si evince una valutazione della viabilità interna al Porto, valutazione necessaria atteso che all’interno del Porto convivranno diverse funzioni”, le attività terziarie previste dal Prp, per cui Confcommercio chiede chiarezza e che venga specificato quali siano, lo spostamento dei cantieri nautici, e infine la riduzione dell’altezza degli edifici, derogata in un’area di 7 mila metri quadri.
“La previsione – conclude Confcommercio - lascia spazio ad interventi insostenibili sotto il profilo ambientale e paesaggistico. Per quanto detto chiediamo, prima che sia approvato il documento di intesa, l’attivazione di un tavolo tecnico nell’ambito del quale approfondire le questioni rilevate”.

Articolo pubblicato il 11 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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