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Palermo - Gesip, l’accordo tanto atteso vale soltanto fino a dicembre
di Gaspare Ingargiola

Dal 2 maggio i dipendenti torneranno al lavoro per attività di pubblica utilità a 900 euro al mese. Le risorse copriranno fino alla fine dell’anno. Zero certezze per ciò che verrà dopo

Tags: Palermo, Gesip



PALERMO – È stato firmato il protocollo d’intesa per la Cassa integrazione in deroga per gli ex dipendenti della Gesip, la partecipata del Comune di Palermo in liquidazione da mesi. Alla presenza del ministro del Lavoro Elsa Fornero, la Regione Siciliana, l’Inps e il Comune hanno siglato il provvedimento che pone fine, almeno per un po’, a una vertenza lunga più di otto mesi. Oltre a Cgil, Cisl e Uil, erano presenti per la Regione il governatore Rosario Crocetta, l’assessore al Lavoro Ester Bonafede e il dirigente generale al Lavoro Anna Rosa Corsello; per il Comune il sindaco Leoluca Orlando, il vicesindaco Cesare Lapiana e l’assessore al Bilancio Luciano Abbonato; per l’Inps il direttore generale Mauro Nori.

Il protocollo ha messo nero su bianco l’accordo verbale raggiunto il 28 marzo a Roma da Fornero, Orlando e Crocetta, che ricalcava sostanzialmente il piano quadriennale formalizzato da Palazzo delle Aquile lo scorso 11 febbraio: gli ex dipendenti della partecipata, che restano sospesi dal lavoro, riceveranno la cassa integrazione in deroga da gennaio a giugno e il 2 maggio torneranno a lavorare al servizio del Comune per attività di pubblica utilità a 900 euro lordi mensili più i contributi per 20 ore settimanali.

“L’accordo – ha fatto sapere il presidente Crocetta – nasce per l’eccezionalità della situazione e prevede la compartecipazione ai costi sia della Regione sia del Comune”. Piazza Pretoria pagherà i 900 euro lordi mensili grazie a un accordo con l’Inps, mentre la Regione si accollerà gli assegni familiari e i contributi pensionistici. Insomma, è passata la linea della Giunta Orlando. C’è un però: Palazzo d’Orleans specifica che “la Cassa integrazione in deroga sarà valida fino al 30 giugno, con una possibilità di proroga fino a un massimo di 4/6 mesi, in funzione di risorse disponibili e comunque non oltre il 31 dicembre 2013”.

Come a dire che dal primo luglio, in caso di mancata proroga (o, a tal più, dal gennaio dell’anno prossimo), gli operai potrebbero ritrovarsi nuovamente in piazza a protestare. Ma per adesso i 1.800 lavoratori possono tirare un grosso sospiro di sollievo: da gennaio erano senza alcuna fonte di sostentamento (né stipendio, essendo sospesi dal servizio, né Cig) e per molti di loro lo stipendio da dipendenti Gesip rappresentava l’unico reddito familiare. Non a caso Crocetta ha voluto sottolineare nell’ultimo passaggio del suo comunicato la necessità di non affidarsi troppo, per il futuro, alla risorsa degli ammortizzatori sociali: “Con tale accordo si è voluto intervenire per dare la possibilità al Comune di elaborare i piani di intervento lavorativo e di riutilizzo produttivo di tali lavoratori, evitando l'esasperazione della crisi sociale”.

Ben più entusiasta, invece, il commento di Orlando: “L’accordo sottoscritto a Roma fra il Comune, la Regione, lo Stato e l’Inps premia la lucidità con cui abbiamo affrontato questa emergenza. Abbiamo messo ordine nei conti del Comune per trovare quelle risorse che oggi si rivelano indispensabili per garantire la fattibilità complessiva di questo piano”.

“Quanto approvato e siglato a Roma – ha concluso - ricalca l’accordo elaborato del Comune e sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali l’11 febbraio, a dimostrazione del fatto che quello, come abbiamo sempre detto, era l’unico piano possibile per muoversi in un quadro di regole e legalità”.

“Soddisfazione”, e non potrebbe essere altrimenti, è la parola che più ricorre nei commenti e nelle note ufficiali dei sindacati minori, mentre quelli confederali nei prossimi giorni si siederanno attorno a un tavolo con imprese, industriali e governo regionale per modificare l’accordo quadro sugli ammortizzatori sociali siglato a dicembre. L’ultimo passaggio per scrivere rinviare solo di qualche mese una vertenza sfiancante.

Articolo pubblicato il 13 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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