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Dalla Regione tagli da 1,3 mld di euro anzicché 3,6
di Raffaella Pessina

Solo ieri trasmessa agli uffici dell’Ars la Nota di variazione al bilancio 2013. Dall’applicazione dell’art. 37 dello Statuto solo 49 mln

Tags: Ars, Regione Siciliana



PALERMO - Il Governo regionale ha finalmente trasmesso agli uffici dell’Ars la nota di variazione di bilancio che si assesta a 25.934.135.000 di euro, con un incremento di 1.839.686.000 per effetto delle entrate derivanti dai trasferimenti di capitale (+ 1,6 mld) in conseguenza dell’iscrizione nel documento contabile delle risorse del fondo Coesione e sviluppo (Fsc) 2007-2013.

Spesa corrente da 13,7 mld


La spesa corrente, secondo la relazione tecnica allegata alla nota di variazione, è pari a 13,752 miliardi, con una riduzione rispetto al testo trasmesso lo scorso gennaio di 720,27 milioni di euro. Il taglio della spesa, rispetto al bilancio 2012, è di 1,32 miliardi. “Tutte le voci economiche delle spese correnti - si legge nella relazione tecnica - registrano sensibili decrementi rispetto sia alla previsione definitiva 2012 che al bilancio 2013 precedentemente presentato”.

Il governo regionale ha poi iscritto in bilancio per il biennio 2013-2014 altri 2,375 miliardi di euro relativi alla rideterminazione dell’assegnazione alla Regione delle risorse del Fondo coesione e sviluppo (Fsc), che ammontano in totale a 3,931 miliardi, dei quali 1,555 mld già accantonati in entrata al 31 dicembre 2012.

I 2,375 mld sono stati così distribuiti: 171,5 milioni (spesa per il servizio sanitario regionale); 2,077 miliardi per il 2013 e 139,53 milioni per il 2014 ( interventi previsti nel Fsc regionale e copertura del concorso alla finanza pubblica).

A seguito dell’accordo con lo Stato sull’art. 37 dello Statuto (imposte pagate in Sicilia dalle imprese con stabilimenti nell’isola e sede legale altrove) sono previsti 49 milioni per il 2013, 50,2 milioni per il 2014 e 52,8 milioni per il 2015. E riduzione delle entrate per 3 mln (2013), 10 mln (2014) e 20 mln (2015) relative al rimborso degli oneri discendenti da operazioni di attualizzazioni dei contributi dovuti dallo Stato ex articolo 38 dello Statuto della Regione, “provvedendo alla copertura dei richiamati oneri con risorse regionali”. Sempre nella relazione è scritto che “Viene azzerata la previsione di competenza del capitolo destinato ai contributi in conto interessi per interventi di edilizia agevolata e convenzionata, “provvedendo alla copertura alternativa degli oneri - si legge nella relazione tecnica al bilancio - mediante un corrispondente utilizzo dell’avanzo derivante dai trasferimenti statali di precedenti esercizi”.

La relazione prosegue spiegando che “le variazioni hanno determinato un netto miglioramento del risparmio pubblico che è passato da un risultato negativo di 23,845 mln a un risultato positivo di 856,716 mln”. “Resta immutato il saldo netto da impiegare, pari a 233,090 mln, mentre risulta leggermente peggiorato l’accreditamento netto che passa da 254,060 mln a 245,660 mln (differenza 8,4 mln).

Il ricorso al mercato per effetto della vigente normativa resta fissato in 72,408 mln; in merito va evidenziato che la volontà del governo regionale è quella di rivedere l’ammontare dell’indebitamento”.

Critico sulla relazione Vincenzo Figuccia dell’Mpa, che lamenta come gli interventi per le comunità alloggio per ex degenti psichiatrici sono ridotte di due terzi (da 15 milioni a 5 milioni circa), così come quelle per le comunità alloggio di minori sotto provvedimento dell’autorità giudiziaria, ridotti di circa un terzo. Crocetta, che ha voluto la legge sulla parità di genere, riduce i contributi per l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza e quello delle Ipab, che passa da 315 mila a 67 mila euro. Azzerati i capitoli finanziari destinati ai Comuni che aiutano i minori sottoposti a provvedimento giudiziario, i servizi socio-educativi quali asili nido e servizi innovativi. Soppresso il contributo all’Ente Nazionale Sordomuti, quello per l’Associazione che contrasta la pedofilia, il Banco alimentare, i finanziamenti per le risorse indistinte del fondo politiche sociali, quelli per le adozioni internazionali, per i consultori, persino quelli per l’associazione dei familiari dei cerebrolesi”. “E’ un quadro gravissimo. Chiedo che Crocetta e Bianchi facciano marcia indietro su questa linea che azzera l’assistenza sociale in Sicilia”.

Articolo pubblicato il 17 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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