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Quotidiano di Sicilia

Catania - Quei liquami scaricati in mare e il collettore di Aci Castello che non arriva mai
di Antonio Borzì

Aci Castello attende ancora. Il sindaco Drago: “Tutto dovrebbe essere pronto per giugno”. Prima del bando si devono risolvere problemi di interconnessione tra i comuni

Tags: Catania, Acicastello



ACI CASTELLO (CT) - Una questione che si trascina da anni e che rischia di distruggere quanto di buono c’è in un territorio dall’alta vocazione turistica come quello di Aci Castello. Parliamo della costruzione di quel collettore fognario fondamentale per la depurazione corretta degli scarichi fognari delle abitazioni del centro abitato. Capita infatti da anni che di fronte ai faraglioni e ai tanti turisti interessati a fotografarne le bellezze vengano scaricati i liquami con le ovvie conseguenze in materia di inquinamento e reputazione per le attività imprenditoriali della zona.

A confermare quanto la questione sia importante per la propria comunità è proprio il primo cittadino, Filippo Drago. “Abbiamo la fortuna – afferma a tal proposito – di avere una risorsa importantissima e certificata dalla costituzione dell’Area marina protetta. Però dinanzi a questa importante risorsa da sfruttare ci dobbiamo scontrare con questo problema del collettore che da tanti anni cerchiamo di risolvere”. La questione infatti si trascina da molto tempo e diverse volte è sembrata vicina la soluzione. Il progetto è sul tavolo ma per la sua attuazione l’attesa è stata molto lunga e spesso è parsa vicina la soluzione finale.

Anche il sindaco del Comune castellese sembra cosciente di come i tempi tecnici e burocratici abbiano fatto allungare di molto l’iter necessario per dare il via ai lavori. “Abbiamo incontrato più volte il commissario (per la tutela delle acque in Sicilia, ndr) – sottolinea il primo cittadino – che ci ha assicurato che una volta risolti i problemi derivanti dal collegamento fra il collettore e tutta la rete che porta al depuratore di Catania si potrà dare il via libera al bando per la gara d’appalto”.

Insomma, sembra vicino un passo importante per dare il via a un’opera ingente e che sicuramente non sarà terminata in fretta. Ecco perché appare fondamentale la data del bando per la messa in atto della gara d’appalto. “Ho avuto rassicurazioni – risponde sulla questione Drago – che tutto dovrebbe essere pronto per il mese di giugno”.

Il tutto con la stagione turistica che si appresta a vivere il suo clou e con gli operatori del settore che guardano preoccupati alla questione. Infatti se il turismo mordi e fuggi degli stranieri non sembra risentire della questione, quello invece che dovrebbe attrarre i turisti del comprensorio della provincia etnea mostra i primi segni di cedimento. La nomea che nella zona castellese ci sia un “cattivo mare” infatti sembra essere diffusa tra la popolazione. Un problema che si tenta di risolvere dal 2005 ma che ancora si trascina fra intoppi burocratici, progetti non approvati e risorse da trovare il tutto con la parola fine che ancora attende di essere messa.
 


L’opera. Un progetto che supera i 26 mln di euro

CATANIA - L’importanza della costruzione del collettore fognario non ha soltanto un ovvio risvolto ambientale ma anche economico. La sua nascita infatti dovrebbe essere fondamentale per evitare il proseguo delle procedure di infrazione 2004/2034 e 2009/2034 stabilite dall’Ue. Il governo ha dovuto porre un rimedio e attenzionare la questione a livello nazionale per cercare di sistemare diverse situazioni simili in tutta Italia. Per il collettore fognario di Aci Castello la somma stanziata dal Cipe è stata di 21.700.000 euro per la costruzione del collettore a tutela dell’area marina protetta dei Ciclopi. A questa somma devono essere aggiunti altri 4 milioni di euro circa per la realizzazione delle opere di adeguamento della struttura catanese alla quale si dovrà agganciare il futuro collettore. I fondi inoltre prevedono una contribuzione da parte dei comuni di Aci Castello, per un milione di euro, del comune di Aci Catena e Acireale in misura ridotta. Una copertura finanziaria presente e che attende soltanto l’indizione del bando.

Articolo pubblicato il 18 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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