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Quotidiano di Sicilia

Nel catanese stipendi e raccolta a singhiozzo
di Giuseppe Bellia

Nell’Ato Simeto3 la situazione economica sfocia in continua emergenza. A Castel di Judica gente esasperata brucia i rifiuti



CATANIA - Emergenza sanitaria e sociale fuori controllo nel comprensorio Ato Simeto3. I netturbini che si occupano della raccolta dei rifiuti solidi urbani ormai sono giunti ad uno stadio d’esasperazione stabilizzato, per gli stipendi erogati a singhiozzo (manca all’appello la retribuzione di marzo).
Per contro, alla ribalta delle cronache è l’emergenza sanitaria che ha ormai raggiunto proporzioni inaudite. La gravità della situazione nel catanese è sancita dagli ultimi fatti di cronaca accaduti a Castel di Judica: alcuni abitanti hanno dato fuoco ai cassonetti, gesto che a loro è valso una denuncia a piede libero da parte dei carabinieri. Appiccare incendi ai rifiuti solidi urbani è atto grave, poiché dalla combustione della materia s’innalza in atmosfera diossina, a grave rischio della salute umana.

L’opportunità per un cambio di rotta c’è, e sarebbe fecondo, se il Ddl Mancuso di riordino delle Ato, fosse approvato in tempi celeri e mantenesse le attese di cambiamento che tutti si attendono per una nuova e corretta gestione della filiera del rifiuto.
A “colorare” un quadro a tinte forti, le fibrillazioni interne alla maggioranza regionale di Governo, le cui recenti dichiarazioni del capogruppo all’Ars del Pdl Innocenzo Leontini sintetizzano le tensioni in corso nell’esecutivo regionale. Si legge in una nota. “Non condividiamo il testo uscito dalla Commissione sulle norme in materia di gestione integrata dei rifiuti. Abbiamo votato contro gli emendamenti che hanno stravolto il senso del testo presentato da Lombardo e Sorbello. In quell’occasione, abbiamo dunque difeso il Governo”.

Articolo pubblicato il 04 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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