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Condizione economica, per il 18,2% dei siciliani “molto peggiorata”
di Chiara Borzì

Sono stati diffusi dall’Istat i giudizi complessivi degli isolani sulla propria situazione economica. Incremento del 5,3% rispetto al 2011. “Poco peggiorata”, invece, per il 44,8%

Tags: Economia



ROMA - Anche nel 2012 l’indice di risparmio delle famiglie italiane è in calo.
Sono dunque giuste le previsioni del rapporto Unicredit che, alla fine dello scorso anno, aveva previsto un nuovo crollo della capacità di risparmio nel Paese. L’aggravarsi della crisi e lo stallo del sistema politico nazionale non fanno sperare bene nel futuro, tocca quindi alle amministrazioni locali rimediare. In Sicilia sono così aumentate le richieste di microcredito, mentre il governatore Crocetta ha annunciato la scorsa settimana il recupero di 1,5 miliardi da destinare ai servizi sociali.

Stando ai dati Istat, nel 2012 la propensione al risparmio degli italiani è calato dello 0,5% rispetto al 2011, fermandosi all’8,2%. A diminuire è il reddito disponibile, minore del 2,1% nel 2012 e, in definitiva, del 3,2% rispetto lo stesso trimestre del 2011. Con un calo del potere d’acquisto del 5,4% rispetto al 2011, le famiglie italiane smettono di consumare (indice in calo dell’1,6%) e investire (scelta in calo del 4,6% nel 2012).

Nello scorso anno, a livello nazionale, la Sicilia si è assestata tra le regioni che più riuscivano a tenere il passo del risparmio. Gli stessi dati sono ancora oggi attuali, vista l’assenza di nuovi indicazioni ufficiali, ma possiamo già dire che il trend non ha subito eccessivi cambiamenti.

Il risparmio lordo pro-capite in Sicilia appare quindi in calo nel 2012 di 850 mila euro rispetto il 2011, ma risulta più alto di 1.440 mila euro rispetto la media nazionale. Per il 2012 si prevedeva in Sicilia che ogni risparmiatore avrebbe messo da parte il 63% in più di quanto avrebbe potuto fare un italiano medio, grazie proprio alla tendenza al risparmio ottenuta dalla drasticamente riduzione dei consumi nel triennio 2010-2012.

In Sicilia questa capacità è ancora presente ma non basta più, per lo meno per quanto riguarda il giudizio dei siciliani sulle risorse economiche disponibili. Nel 2012 esso è molto aumentato in senso negativo. Sebbene sia in crescita il giudizio di ottimismo espresso da alcuni, la maggior parte della nostra popolazione giudica scarse le proprie risorse (51%) e assolutamente insufficienti (10,5%). Cala anche il numero di coloro che le considerano adeguate, passato dal 46% del 2011 al 37,4% del 2012. Un fatto che evidenzia maggiori insicurezze rispetto al passato.

La capacità di risparmio è tuttavia un comportamento ancora efficace contro la crisi. I giudizi complessivi dei siciliani sulla propria situazione economica sono negativi ma non drastici. “Solo” il 18,2%, il 5,3% in più rispetto al 2011, considera molto peggiorata la propria situazione finanziaria. Diminuiscono del 24% quanti la considerano invariata, ma crescono anche coloro che la considerano solo poco peggiorata (passati dal 34,9% al 44,8%) nel 2012.

Ricapitolando possiamo affermare che anche in Sicilia la possibilità di risparmiare, come di ricorrere ad aggiustamenti per non far crollare la propria economia, è cambiata negativamente ma, a differenza del resto d’Italia, è quasi il 50% la percentuale dei siciliani che considera solo poco peggiorate la propria finanza. É questo un indice agrodolce per la nostra economia, ma che non cancella la gravità dell’emergenza economica dell’Isola, in cui sono ancora più del 20% le famiglie che vivono in condizioni di grave deprivazione.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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