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Catania - Giarre, la piscina resta incompiuta. Esposto contro la ricerca di privati
di Antonio Leo

Il sindaco si dice sorpreso: “La nostra attività era volta solo a verificare se c’era qualche interessato”. Le associazioni sportive giudicano i tempi per l’individuazione troppo stretti

Tags: Giarre



GIARRE (CT) – Un processo alle intenzioni. È questo il succo di quanto succede a Giarre, capitale mondiale dell’incompiuto che forse da questa etichetta non ha affatto intenzione di liberarsi. Le associazioni sportive locali, 27 su 28, hanno presentato ricorso contro la semplice ricerca di soggetti interessati a riqualificare la piscina abbandonata di Trepunti. Non contro un progetto esecutivo, non contro un bando di gara. Ma contro l’ipotesi che qualcuno possa minare lo status quo.

Un passo indietro
Nell’inchiesta del 13 dicembre scorso, abbiamo denunciato lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la piscina mai completata. Una struttura coperta dalla vegetazione spontanea, preda di animali e di qualche temerario artista di strada. Costruita nel 1989, su un progetto realizzato quattro anni prima, ha subito diversi stop, legati al fallimento delle imprese che l’hanno avuta in carico e alla cattiva gestione dei fondi pubblici, fino al silenzio assordante in cui ancora è avvolta. L’ultima concreta occasione si presentò in occasione delle Universiadi siciliane del 1997. Arrivarono finanziamenti a pioggia, ma non bastarono per ultimarla in tempo (anche se la previsione di spesa venne considerata “sufficiente”).

Incompiuta da… “tutelare”

Chi ha la responsabilità dell’opera? La Regione. Ce lo ha spiegato il sindaco, Teresa Sodano: “La piscina era stata concessa dalla Regione al Comune. Poi ci fu un passaggio alla Provincia perché questa si era offerta di valorizzarla”. Dato che ciò non è avvenuto, è quindi tornata nella disponibilità del massimo vertice siciliano. Ma a marcire era e a marcire è rimasta. Così l’Amministrazione si è recata a Palermo per decidere come recuperare la struttura. Due le strade prospettate dal primo cittadino: o ci ridate la piscina oppure indite un bando di project financing. Per l’esecutivo regionale si può fare, ma a una condizione: che vengano raccolte delle manifestazioni di interesse. A quel punto il Comune ionico avvia le procedure per trovare qualche privato interessato, ma proprio quando tutti aspettavano con il fiato sospeso i risultati della ricerca ecco che sul sito web compare una nota striminzita: “La procedura per l’individuazione dei soggetti interessati alla valorizzazione della ‘Piscina comunale’, di proprietà della Regione, è sospesa a data da destinarsi”. Cosa sarà mai successo?

Le associazioni sportive locali hanno presentato un esposto al Comune, contestando la procedura sui tempi, giudicati troppo stretti, e sui modi, in quanto la Giunta ha dimenticato di chiedere il parere (non obbligatorio) alla Consulta sportiva.
Per gli operatori sportivi in meno di 20 giorni (il tempo che era stato dato per manifestare l’interesse) è “impossibile presentare un progetto esecutivo e un piano finanziario”. In realtà, il Comune, mero intermediario, chiedeva molto meno.
“Io sono rimasta un po’ sorpresa per l’opposizione. È stato dato un tempo breve perché non è che noi avremmo valutato il piano economico finanziario. La nostra attività era soltanto di verificare se c’era qualcuno interessato. Lo avrebbe potuto fare la Regione al posto nostro”.

Il motivo, vero, e in un certo senso comprensibile visti i tempi di crisi, è un altro. Le associazioni temono che la struttura possa diventare un Centro polisportivo, cosa che potrebbe essere fatale per le piccole palestre. Il sindaco, ormai in scadenza, non se l’è sentita di salire sulle barricate: “la questione probabilmente verrà affrontata dalla prossima amministrazione”. Col rischio che quella piscina diventi incompiuta “a tempo indeterminato”.
 


Come me nessuno. Sodano soddisfatta: “Il mercato dei fiori sarà un autoparco”

GIARRE (CT) – Il sindaco, Teresa Sodano, è in scadenza di mandato. Al termine di cinque anni di amministrazione, si dice soddisfatta del lavoro svolto, anche sulle incompiute. “La mia Giunta si è impegnata molto al fine di eliminare le opere rimaste irrealizzate. Alcune le abbiamo completate: il mercato dei fiori è diventato un autoparco, il teatro del Carmine è stato inserito nel contratto di quartiere e, ancora, abbiamo realizzato il parcheggio multipiano”. Resta, però, il rammarico per quella che è forse il simbolo delle ferite edilizie di Giarre, il Campo di Polo. “Per quanto ci siamo adoperati, non ci son state forme di finanziamento”. Per risolvere il problema il primo cittadino manda un consiglio alle amministrazioni che verranno: “L’unica strada è quello di abbattere le tribune in cemento armato”. Una via che, però, è molto costosa. Come quella del parco delle incompiute. “Anche lì bisogna investire soldi per strutture di supporto, come illuminazione e percorsi sicuri”.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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