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Ristrutturazioni: scade a giugno la detrazione Irpef al 50%
di Giuseppe Grassia

Prevista dal decreto Sviluppo, dall’1 luglio tornerà al 36% per 48.000 €

Tags: Ristrutturazione, Agevolazioni



CATANIA - Sta per scadere quell’aumento al 50% di detrazione Irpef prevista, su un limite massimo di spesa di € 96.000,00 per unità immobiliare, sugli interventi di recupero edilizio. La percentuale di detrazione era stata aumentata, dal decreto sulla “crescita e lo sviluppo”, a partire dal 26 giugno 2012 fino al 30 giugno 2013. Salvo altri interventi sulla crescita, dal 1 luglio 2013 la detrazione Irpef, tornerà al 36% con un ammontare massimo di spese agevolabili pari a € 48.000.

Con questo provvedimento era stato potenziato quello che negli anni è stato un potente strumento di lotta all’evasione, nel nome del tanto citato contrasto di interessi. Premesso che, saremo anche fuori moda, ma la legalità è un investimento che nel tempo ha sempre dei ritorni positivi, la consistente detrazione ha reso più conveniente “fare le cose in regola”. Occorre, quindi non perdere tempo e, se si è nelle intenzioni di ristrutturare casa, conviene non rimandare.
 
L’agevolazione è, comunque, anche se nella misura inferiore del 36%, definitivamente un onere detraibile ai fini Irpef; per renderlo più appetibile, era già stato abolito l’obbligo di comunicare l’inizio lavori; ridotta la percentuale della ritenuta sui bonifici; eliminato l’obbligo di indicare il costo della manodopera; riconosciuta, in caso di vendita dell’immobile, la facoltà di scegliere se continuare a usufruire della detrazione non goduta o trasferire il diritto all’acquirente; introdotto un obbligo generalizzato di ripartire la detrazione in 10 quote annuali, per cui dal 2012 i contribuenti di 75 e 80 anni non possono più ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali; estesa l’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza. Inoltre, un ulteriore agevolazione negli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati su immobili residenziali consiste nell’Iva al 10%.

Mi si consenta di ricordare che l’azione mirata al recupero dell’evasione fiscale si va dotando di strumenti sempre più incisivi e invasivi consistenti in sempre più frequenti controlli bancari (dal 31 ottobre di quest’anno, come sappiamo, il fisco entrerà direttamente nei nostri conti correnti), l’abbassamento della soglia al di sopra della quale è vietato il pagamento per contanti (mille euro). Questo, unitamente alle agevolazioni,  rende, ormai, ogni accordo sotterraneo troppo rischioso perché possa “valerne la pena”.
 
Importante è il rispetto delle procedure e tenere presente i casi in cui la detrazione può andare perduta, ossia quando: non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria; il pagamento non è stato eseguito con bonifico bancario o postale; non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese; non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa; le opere eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali; sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi (non decade dal diritto all’agevolazione se si è in possesso della dichiarazione sostitutiva di atto notorio di osservanza delle suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori).

Dott. Giuseppe Grassia
Collegio dei professionisti di Veroconsumo

Articolo pubblicato il 23 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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