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Procura più efficiente meno processi pendenti
di Melania Tanteri

Forum con Francesco Puleio, procuratore della Repubblica di Modica

Tags: Francesco Puleio, Modica



Come giudica la soppressione di alcuni tribunali, tra cui quello di Modica? Non rappresentava forse un esempio virtuoso?
“Il mio giudizio poco conta, perché è stata operata una precisa scelta legislativa della quale occorre prendere atto. Modica verrà unificata a Ragusa, sacrificando centinaia di anni di storia, una struttura moderna ed efficiente, costata circa 12 milioni di euro nel 2005, e soprattutto, una indiscutibile efficienza del servizio. In particolare, per quanto riguarda l’andamento della Procura, devo osservare che i risultati sono sin qui ampiamente soddisfacenti. Quando sono arrivato a Modica ho trovato circa 6.800 procedimenti penali pendenti; attualmente ce ne sono meno di 3.000. Inoltre la durata media del procedimento nella fase delle indagini preliminari si è dimezzata, passando da 18 a 10 mesi. Questo vuol dire che la Procura di Modica in dieci mesi, mediamente, definisce un procedimento. Mi auguro che si riesca a mantenere questo lusinghiero andamento anche dopo l’unificazione”.

Quanti sono i procedimenti, in media, ogni anno? L’organico è sufficiente in relazione alla richiesta del territorio?
“I procedimenti contro noti sono circa 2.300 all’anno, quelli contro ignoti circa 4.000. Tra l’altro Modica dispone di un numero di magistrati in rapporto alla popolazione residente perfettamente in linea con il livello medio nazionale, dato che a Modica, a fronte di 120 mila residenti, abbiamo 10 giudici e 3 pm. In più il tribunale di Modica possiede una caratteristica che ha pochi confronti in Italia, vale a dire un rapporto ottimale tra metri quadrati a disposizione del personale e dell’utenza (cittadini ed avvocati). Mentre la media nazionale è di circa 16 metri quadrati, noi abbiamo 36 metri quadrati. Questo data certamente ha favorito il nostro lavoro rispetto ad altri uffici dove il personale è stipato come in un girone dantesco, circondato da pile di fascicoli”.

Per quanto riguarda l’aspetto dell’informatizzazione, qual è la situazione a Modica?
“Il quadro è molto positivo, specie dopo l’apertura della sala intercettazioni, prima non funzionante e di recente implementata con l’installazione di nuove postazioni. Sono state stipulate delle convenzioni – dopo una gara tra varie società che si occupano di intercettazioni – e ad oggi tutto l’ufficio è informatizzato. Abbiamo delle cd. Cartelle comuni con la Polizia ed i Carabinieri, con la Cancelleria; ancora altre cartelle permettono l’accesso condiviso al sostituti ed al Tribunale, in modo da poter condividere il nostro lavoro; questo aiuta molto, soprattutto gli uffici che si trovano già pronti ed immessi nel sistema, ad esempio, tutti i capi di imputazione, le generalità delle parti, le richieste del Pm”.

Il personale è sufficiente?
“In Procura, in questo momento, sono presenti (oltre a me) due sostituti, e l’organico è dunque al completo. Certo, non appena qualcuno si assenta, ci troviamo a dover lavorare a mezzo regime, ma al momento si riesce a far fronte alle criticità. C’è una difficoltà tipica degli uffici periferici, come quello di Modica, considerati sedi di passaggio e quindi uffici in cui destinare magistrati giovani e appena nominati, che si fermano qualche anno e poi vanno via, creando momenti di disorientamento e lavoro arretrato, nel periodo che intercorre tra le sostituzioni. Per ovviare all’inconveniente sarebbe opportuno, secondo me, pensare a delle forme di supplenza con dei magistrati appositamente destinati alla sostituzione. Insufficiente è invece il personale di cancelleria, ma qui il problema è nazionale, se si pensa che l’ultimo concorso al Ministero della Giustizia si è tenuto nel 1998”.
 
In base alla sua esperienza, quali sono le criticità e quali i punti di forza del sistema?
“Se parliamo dal punto di vista generale del processo penale, vi sono problemi legati al sistema in sé, che è forte con i deboli e debole con i forti. Noi perseguiamo con assoluto rigore i reati da strada e poi non riusciamo a perseguire la grande criminalità, che non è solo quella mafiosa; penso alle grandi truffe contro lo Stato o l’Unione europea, alle frodi fiscali su base professionale, ai reati contro la Pa, a tutte quelle condotte criminali che (e sono le più insidiose) non si possono accertare in flagranza, ma che necessitano di accertamenti di carattere indiziario. L’altra grossa distorsione è quella della prescrizione che costringe a buttare a mare gran parte del lavoro effettuato”.

Quali sono le emergenze sul territorio?
“Diciamo che si è cercato di puntare maggiormente l’attenzione sui reati contro le fasce deboli (minori e donne), la Pubblica amministrazione e l’ambiente”.

Come pensa si potrebbero abbreviare i tempi del processo?
“Innanzitutto bisogna procedere con la depenalizzazione dei reati minori che potrebbero essere più efficacemente contrastate con provvedimenti amministrativi. In secondo luogo, bisogna articolare il modello di processo sulla base di reato che si persegue tenendo conto del rapporto costo–benefici”.
 

 
Curriculum Francesco Puleio
 
Francesco Puleio è nato a Catania nel 1960. Laureato presso l’ateneo catanese, è sposato e padre di tre figli. Entra in magistratura nel 1986. Ha prestato servizio in qualità di giudice prima al Tribunale di Caltagirone e poi dal 1989 è stato trasferito al tribunale di Catania in qualità di sostituto procuratore. Dal 1992 ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia. Dal 1996 è stato responsabile dei reati in materia di terrorismo presso la Procura di Catania, occupandosi in seguito anche di reati contro la Pa. Dal 3 settembre 2009 è Procuratore capo della Repubblica di Modica.

Articolo pubblicato il 23 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Francesco Puleio, procuratore della Repubblica di Modica
Francesco Puleio, procuratore della Repubblica di Modica