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Quotidiano di Sicilia
“Risarcire l’Iva applicata alla Tia”. Ato devono cambiare fatturazione
Ripercussioni dopo la sentenza, un mese fa, della Corte costituzionale sulla tassa per l’igiene urbana. Federambiente: “L’Agenzia delle Entrate chiarisca perché afferma il contrario”

Tags: Rifiuti, Iva



ROMA - Con la sentenza 238/2009 dello scorso 24 luglio la Corte costituzionale ha stabilito che la tariffa rifiuti (Tia), in vigore attualmente in quasi 1.200 comuni italiani, avendo comunque natura tributaria come la vecchia tassa sui rifiuti (Tarsu), non può essere assoggettata al pagamento dell’Iva.
“La sentenza - spiega in una nota Federambiente - sembra mettere la parola fine a un dibattito che si trascina ormai da anni, ma comunque introduce un ennesimo elemento di confusione e complessità in un quadro normativo del settore dell’igiene ambientale ancora caotico e assai difficile da gestire.

Gli operatori del settore, che finora hanno dovuto fungere da esattori dell’Iva per conto dello Stato senza ovviamente ricavarne alcun utile, sono altrettanto ovviamente indifferenti rispetto alla riscossione e al percepimento dell’Iva, e chiedono che venga finalmente fatta definitiva chiarezza in sede legislativa a tutela delle proprie attività e anche dei cittadini utenti del servizio”.
Federambiente chiede “urgentemente” che “governo e Parlamento provvedano a introdurre un chiarimento definitivo anche alla luce del fatto che l’Agenzia delle entrate (soggetto preposto alla gestione dell’Iva) si è pronunciata, con una risoluzione antecedente alla sentenza della Corte costituzionale, in senso inverso”.

“Il caos burocratico-amministrativo rischia di suscitare aspettative nei cittadini e di creare danno all’operatività delle imprese associate nelle prossime attività di fatturazione”, sottolinea l’associazione di categoria “il cui unico interesse è una gestione corretta e trasparente del ciclo integrato dei rifiuti in ogni suo aspetto, compresi quelli tariffario e fiscale, auspicano una rapida iniziativa di modifica normativa che chiarisca in modo definitivo sia gli aspetti che attengono al pregresso sia soprattutto la disciplina futura”, conclude la nota.

Sull’argomento hanno preso posizione nelle scorse settimane le varie associazioni dei consumatori siciliane. Secondo AssoConsumatori “è stata così esclusa la competenza dinnanzi al giudice di pace. Le controversie aventi ad oggetto la debenza della Tia, dunque, hanno natura tributaria e la loro attribuzione alla cognizione delle commissioni tributarie, ad opera della disposizione denunciata, rispetta l’evocato parametro costituzionale. Ora si attendono i rimborsi ai consumatori da parte delle Ato. Non è stato ancora calcolato a quanto ammonterà il rimborso delle 27 Ato siciliane, certo è che sarà alto Una partita di giro, è vero, visto che si trattava di incassare l’Iva per conto dello Stato.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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