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Palermo - Delibere, bilanci e curricula, la trasparenza resta a metà
di Luca Insalaco

Reticenza su componenti di Cda e collegi sindacali: mancano carriera, telefono e indirizzi e-mail. Uno sguardo approfondito sui siti internet istituzionali delle partecipate comunali

Tags: Trasparenza



PALERMO – L’operazione trasparenza procede a piccoli passi in città. Il Comune di Palermo ha ottemperato alle disposizioni della Legge 69/2009 pubblicando sul proprio sito i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale, oltre alle informazioni sui dirigenti: emolumenti, curricula e contatti.

La “cura Brunetta” fa invece più fatica ad attecchire nelle società partecipate. In questo caso, è una legge varata lo scorso anno dall’Ars (Legge regionale n.22 del 16 dicembre 2008) a fare obbligo alle ex municipalizzate di pubblicare “tutti gli atti adottati dal consiglio di amministrazione e le determinazioni presidenziali e Dirigenziali” (art.18). Obbligo adempiuto, seppure dopo mesi dall’entrata in vigore del predetto precetto normativo, da Amia, Amap e Amg Energia, mentre l’Amat si è limitata a pubblicare solo l’oggetto delle delibere adottate dal mese di aprile del 2009, invitando gli internauti a recarsi presso la sede societaria per la consultazione degli atti.

Decisive per tale disvelamento si sono rivelate le sanzioni previste nell’ultima Finanziaria regionale (art. 10 della L.R. n.6 del 14 maggio 2009): il blocco dei trasferimenti regionali per i comuni, lo stop ai fondi comunali per le aziende. Gli atti societari sono invece ancora assenti sul sito di Amg Gas (azienda controllata da Amg Energia) e di Sispi, che pure ha nel proprio dna l’azione di “semplificazione e trasparenza della macchina comunale”.
Se le retribuzioni dei vari organi societari sono rintracciabili sul sito istituzionale di Palazzo delle Aquile, le ex-municipalizzate continuano a essere reticenti nel fornire le informazioni inerenti i componenti di Cda e collegio sindacale: di tutti mancano curricula vitae, recapiti telefonici e indirizzi di posta elettronica. 

Il discorso si fa più complicato con i bilanci societari.
“Dal momento che le aziende palermitane ignorano le disposizioni sulla trasparenza, siamo costretti a ricorrere alla stampa per far conoscere ai cittadini come vengono spesi i loro soldi”, ha detto di recente Davide Faraone.
Il capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale nelle scorse settimane ha esaminato i conti delle partecipate come certificati dalla società specializzata Kpmg.
Di bilancio, del 2009 come degli esercizi precedenti, non vi è alcuna traccia sui siti internet di Amap e Amat.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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