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Catania - Tribeach, lo sgombero è in alto mare
di Antonio Leo

Sulla struttura era già arrivata la revoca delle autorizzazioni, sospesa dal Tar in attesa di giudizio. Scaduti i termini concessi dal Demanio ai proprietari del lido sul lungomare

Tags: Catania, Demanio



CATANIA – Forse perché è uno dei pochi lembi di costa che erano rimasti “intatti” che la vicenda del Lido “Tribeach”, stabilimento balneare sul lungomare, a pochi passi da piazza Tricolore, è diventata per molti una questione di principio. In gioco c’è la libera fruizione del bene comune “mare”.
 
Ma non sono state le proteste delle associazioni civiche a mettere in dubbio le impalcature della ditta Buy2build, bensì un’ingiunzione del Demanio marittimo che il 28 marzo scorso ha ordinato lo sgombero “entro dieci giorni” di tavole, recinzioni e altri suppellettili. Ordine sull’osservanza del quale vigila la Capitaneria di porto. Ma che fino ad oggi è stato disatteso. Perché si è arrivati a questo punto? Prima dell’ingiunzione, nell’estate scorsa, era stata revocata la concessione dell’area alla ditta, in quanto mancavano alcune autorizzazioni dall’Ufficio urbanistica del Comune e perché le recinzioni insistenti sul lungomare erano state costruite oltre il limite fissato dalla Sovrintendenza (1,40 metri).
 
La revoca però è stata sospesa fino al 30 settembre dal Tar su richiesta dei legali della Ditta che avevano presentato opposizione avverso il provvedimento. Da allora nessuno degli Enti interessati ha fatto sentire la sua voce, nonostante le impalcature siano ancora quasi del tutto intatte (violando così anche l’obbligo della stagionalità della struttura), fino all’ordinanza del mese scorso. “Il fatto che nessuno degli attori in gioco – affermano dall’associazione Argo - né il Comune, né il Demanio, né la Sovrintendenza facesse un passo per rendere operative le proprie decisioni poteva essere determinato dall’attesa della pronuncia del Tar che, dopo due sospensioni, aveva programmato per il 13 febbraio 2013 la trattazione del ricorso. Ad oggi dal Tar non è arrivata nessuna sentenza, è arrivata invece l’ingiunzione di sgombero dal Demanio. A quasi un mese dall’emissione dell’ordinanza, niente si è mosso”.
 


L’associazione Argo: “Nonostante il carattere stagionale impalcature smontate solo in minima parte”


CATANIA – Non è bastata né la revoca, né l’ingiunzione a far desistere i privati dal mantenere lo stabilimento “Tribeach”. I patti, però, erano chiari. “La società Buy2Build – spiega l’associazione Argo - aveva chiesto e ottenuto nel maggio del 2012 il via libera per costruire una struttura balneare, a determinate condizioni: il carattere stagionale, con impegno del concessionario a lasciarla libera, a conclusione della stagione balneare, da qualsiasi residuo o materiale; l’obbligo di chiedere e ottenere le autorizzazioni delle altre amministrazioni, in particolare dell’ufficio urbanistica del Comune; l’altezza della recinzione, fissata dalla Sovrintendenza a metri 1,40 (parametro del tutto ignorato dalla ditta)”. Arriva così la revoca, di fatto operativa dall’1 di ottobre (perché sospesa fino al 30 settembre dal Tar), ma né il Comune né gli altri soggetti si muovono per far sgomberare la zona. Passano 7 mesi e arriva l’ordinanza del Demanio cha dà alla ditta “dieci giorni” per ripulire la zona. Sono trascorsi altri 30 giorni, ma la situazione è sempre la stessa. L’associazione Argo avverte: “le porte in vetro, infrante da vandali e diventate varco di ingresso, sono state sostituite. La Buy2build non sembra abbia alcuna intenzione di rinunciare”.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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