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Ars, giornata a vuoto per bilancio e finanziaria
di Raffaella Pessina

La II Commissione doveva riunirsi a mezzogiorno e ha rinviato al pomeriggio. Aula domani. Ardizzone: “I lavori saranno contingentati”

Tags: Ars, Bilancio, Finanziaria



PALERMO - Seduta lampo ieri pomeriggio all’Assemblea regionale siciliana. Il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone, preso atto che la legge di stabilità regionale non era pronta per l’Aula, ha infatti rinviato i lavori a domani alle 16, con all’ordine del giorno bilancio e finanziaria spiegando che entro la stessa giornata si dovrà concludere la discussione generale e dovranno essere presentati i relativi  emendamenti. I lavori, ha preannunciato Ardizzone, saranno contingentati, “Ci sono le condizioni, il confronto peraltro non risulterà strozzato, dato l’ampio dibattito nelle commissioni”. E si andrà avanti fino al 30, termine ultimo per il varo dei documenti finanziari, “non potendo chiudere i lavori - ha concluso Ardizzone - sino a quando non saranno approvati i testi”.

Ieri la commissione Bilancio, che doveva riunirsi a mezzogiorno, ha invece rinviato i lavori al pomeriggio. E sempre nel pomeriggio il presidente della Regione Crocetta ha voluto fare un giro di consultazioni con i capigruppo della maggioranza sui contenuti della finanziaria. I nodi da sciogliere riguardano gli emendamenti che modificano alcune spese finanziate dal governo con i fondi Pac (Piano azione e coesione). “Le modifiche rischiano di mettere a repentaglio l’intero Pac - ha detto Crocetta - Abbiamo concordato gli indirizzi con il ministero della Coesione, e il tutto è già al vaglio della Commissione europea. Destinare i fondi ad altri scopi significa mettere in pericolo la spesa, Bruxelles potrebbe non certificarla e ciò determinerebbe un buco nel bilancio”. “Se l’intenzione è di portare avanti gli emendamenti, potremmo decidere di togliere dalla finanziaria questa parte della manovra”, ha concluso Crocetta. In questo caso, il governo potrebbe aggirare l’ostacolo con  un apposito disegno di legge e un’azione amministrativa.

Si tratta di misure per circa 700 milioni di euro e riguardano il piano giovani (452 mln), interventi nelle aree urbane (40 mln), riduzione della dispersione scolastica e miglioramento del patrimonio edilizio scolastico in aree a rischio (48 mln), innovazione, ricerca e competitività riguardanti l’edilizia scolastica e universitaria (88,8 mln), fondo per il contrasto alla povertà (20 mln), cantieri di servizio e apprendimento (20 mln), infrastrutture sociali (30 mln).

La preoccupazione maggiore per il governatore è per l’emendamento approvato in commissione Lavoro che modifica la norma della finanziaria relativa al piano giovani (452 milioni di euro). L’emendamento, proposto dal deputato Mariella Maggio (Pd), prevede che una parte dei fondi, pari a circa 280 mln, sia utilizzata per il finanziamento della seconda annualità dell’Avviso 20 sulla formazione professionale. Il governo, invece, ha bloccato l’Avviso 20 con l’obiettivo di riformare il sistema della formazione professionale dopo aver constatato numerose anomalie. Al momento in cui scriviamo ancora non si conoscono le risultanze della riunione del presidente con i capigruppo per uscire dall’impasse che potrebbe impegnare il Parlamento il prossimo fine settimana. La manovra infatti andrà approvata improrogabilmente entro il 30 aprile prossimo (martedì), data in cui scade l’esercizio provvisorio.

Articolo pubblicato il 25 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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