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Avviso 20 prorogato per 1 anno ma restano tante le incertezze
di Michele Giuliano

Sindacati e Regione stringono l’accordo: dietrofront sul fronte della formazione professionale. Da capire quale sarà il futuro degli enti a cui era stato tolto l’accreditamento

Tags: Formazione, Avviso 20



PALERMO - L’accordo è suggellato: torna, almeno sino al prossimo anno, l’Avviso 20. Sarà rifinanziato anche se con delle piccole modifiche. Infatti, secondo quanto sottoscritto tra governo regionale e sindacati, è previsto il rifinanziamento dell’80 per cento delle attività Forgio (Formazione giovani) e Fas (Formazione ambiti speciali), il resto delle ore invece sarà assegnato attraverso l’emissione di mini bandi.

Questo provvedimento fa tirare un sospiro di sollievo a moltissimi dipendenti degli enti, che già vivevano lo spettro del licenziamento con la mancata proroga dell’attività formativa. Non tutto però è ancora chiarissimo, come ad esempio quale sarà il destino di quei lavoratori già licenziati o di quegli enti a cui è stato tolto l’accreditamento. Si aspettano nuove indicazioni sotto questo aspetto. Intanto i sindacati si dimostrano ancora non unitari di fronte al susseguirsi di nuove notizie attorno alla formazione. La Cisl si dice soddisfatta: “Avevamo ragione noi. La riforma della formazione professionale regionale non comporta l’automatica sospensione di ogni attività corsuale – afferma Giorgio Tessitore, il responsabile del settore formazione del sindacato per la formazione -. A noi non interessa entrare nelgioco politico sui nomi di chi sta al governo. Noi non abbiamo nulla in contrario a che l’assessore regionale Scilabra resti dov’è. La Cisl - si legge ancora nella nota - è interessata unicamente a una “ristrutturazione del sistema efficace anche dal punto di vista della tutela dei lavoratori”. Pertanto, “la prosecuzione dei corsi mediante i fondi dell’Avviso 20 così come deciso dall’esecutivo regionale in coerenza con le indicazioni del gruppo tecnico e del ministero della Coesione territoriale, riteniamo dia la possibilità di definire un sistema normativo idoneo a una buona formazione professionale dando una prospettiva occupazionale serena a migliaia di lavoratori”.

Lo Snals Confsal invece mostra meno entusiasmo e mette in evidenza che ci sono per l’appunto ancora alcuni aspetti da chiarire. Proprio per questo motivo il coordinatore regionale dell’organizzazione di categoria, Giuseppe Milazzo, ha inoltrato alla presidenza della Regione Siciliana, all’assessore alla Pubblica istruzione e Formazione professionale Nelli Scilabra, e all’assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali ed al Lavoro, Ester Bonafede, una richiesta di incontro al fine di presentare la propria piattaforma di proposte e soluzioni per il funzionamento del sistema della formazione professionale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e retributivi dei lavoratori della categoria.

Ma, proprio ieri, lavoratori della formaione professionale e sindacalisti delle federazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil si sono incatenati davanti a palazzo dei Normanni per protestate contro un nuovo rinvio dell’incontro col governo regionale per la ratifica dell’accordo raggiunto l’altro ieri sui tre settori della formazione professionale e sull’avvio delle procedure di finanziamento della seconda annualità del piano dell’offerta formativa.

“Il Governo Crocetta e gli assessori Scilabra e Bonafede - ha detto a tal proposito Giusto Scozzaro, segretario regionale della Flci - dimostrano insensibilità istituzionale e non comprendono che stanno facendo cambiare atteggiamento a persone che hanno sempre creduto nelle forme istituzionali e democratiche del confronto. Quello del governo è un atteggiamento inaccettabile”.
 

 
L’approfondimento. Slitterà al 30 settembre la chiusura dei corsi
 
Anche l’Avviso 20 alla fine è caduto sotto i colpi dei ritardi dell’inizio delle attività formative. E così come accadeva in passato con i Prof, i piani regionali dell’offerta formativa, anche quest’anno la Regione si è dovuta arrendere di fronte all’evidenza che i tempi di chiusura dettati ad inizio anno non potevano essere rispettati dagli enti. Con apposito decreto, il numero 1.780, il dirigente generale del Dipartimento della Formazione, Anna Rosa Corsello, ha disposto la proroga al 30 settembre per la conclusione delle attività progettuali, esclusi gli esami finali. Non cambia invece sotto l’aspetto degli obblighi di rendicontazione previsti dall’Avviso e dal vademecum. Ulteriori proroghe potranno essere concesse dall’amministrazione regionale in casi eccezionali debitamente motivati. I beneficiari che completano le attività progettuali in data successiva al 7 giugno (come inizialmente stabilito), in base a quanto disposto dal decreto, dovranno presentare la rendicontazione finale entro il 20 novembre. Le eventuali economie derivanti dalle indennità di frequenza all’interno di un progetto potranno essere utilizzate per i costi sostenuti per il trasporto degli allievi.

Articolo pubblicato il 30 aprile 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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