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Quotidiano di Sicilia

Partecipate, finalmente tutti a casa
di Antonio Leo

Doppio termine. Sono due le strade per le Amministrazioni: o vendere le società controllate entro il 30 giugno, oppure scioglierle entro il 31 dicembre. Doppia sanzione. I Comuni entro il 30 aprile di ogni anno devono comunicare i dati sulle partecipate. L’inadempienza colpisce sia le società che gli amministratori “conniventi”

Tags: Partecipate, Regione Siciliana



PALERMO – Sono una caterva, costano tanto e spesso rendono servizi inefficienti. Stiamo parlando delle società partecipate dei Comuni, enti da milioni di euro su cui incombe il giro di vite voluto l’estate scorsa dal fu Governo tecnico. Ma adesso la festa è finita. I circa 5 mila carrozzoni sparsi tra le Pubbliche amministrazioni di tutta Italia, in uno con la pletora dei quasi 25 mila rappresentanti, dovranno essere “sciolti” o “alienati”, ai sensi della Legge 135/2012 (nota come “spending review”). Se per lo scioglimento il tempo è relativamente ampio (entro il 31 dicembre), per l’alienazione mancano esattamente due mesi alla scadenza del termine: le società controllate direttamente o direttamente dovranno essere vendute, con procedura a evidenza pubblica, entro il 30 giugno prossimo. Il servizio dovrà essere contestualmente assegnato, per cinque anni non rinnovabili, a decorrere dal primo gennaio 2014. (continua)

Articolo pubblicato il 01 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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