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I laureati isolani ritardano l’ingresso nel job market
di Liliana Rosano

Almalaurea: l’età media di chi completa gli studi è di 27,7 anni. L’83% continua con una formazione post-lauream



PALERMO - Laureati relativamente più giovani e con più esperienze di stage ma meno esperienze all’estero.
è questo l’identikit del laureato degli atenei di Messina e Catania che emerge dall’ultima indagine Almalaurea 2008. Dall’analisi dei dati emerge che la riforma universitaria ha avuto un suo effetto soprattutto sull’età media in cui ci si laurea che per i laureati nel 2008 è di 27,7 anni mentre per i laureati pre-riforma era di quasi 29 anni. L’età media scende ulteriormente a 26,4 anni per i laureati di primo livello; il valore è influenzato, in negativo, dalla crescita dei laureati che si iscrivono all’Università con due o più anni di ritardo rispetto all’età canonica dei 19 anni (sono il 23%). Con la riforma lievitano anche le esperienze di tirocinio e stage che coinvolgevano il 16,5% dei laureati 2001 contro il 60% dei laureati 2008. Un aspetto importante della formazione universitaria, che viene invece penalizzato nel passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento, è rappresentato dalle esperienze di studio all’estero. Il fenomeno, dovuto non solo alla riduzione della durata del percorso di studi, si riscontra nel complesso dei laureati AlmaLaurea e trova conferma, sostanzialmente con gli stessi valori, anche nei laureati dell’Università di Catania: nel 2008 hanno svolto periodi di studi all’estero il 8,5% dei laureati catanesi contro l’11% del 2001.
E dopo la laurea? Una economia meno dinamica del territorio influenza i laureati nelle scelte: 83 su cento intendono proseguire gli studi, più di quanto avviene nel complesso dei laureati (77%). La gran parte dei laureati 2008 che ha espresso queste aspirazioni formative punta ad una laurea specialistica: il 66%.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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