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Quotidiano di Sicilia

Innovazioni e scoperte un’Isola poco creativa
di Liliana Rosano

In calo del 24,3% le domande di brevetti rispetto all’anno precedente. Nel 2008 sono state 68 le invenzioni registrate



PALERMO - In Sicilia c’è poca innovazione e poca ricerca e se non si innova la strada verso lo sviluppo è tutta in salita.
Sul mondo dell’innovazione e della ricerca la foto è stata scattata dall’ultimo Rapporto Netval , una ricerca annuale sulla valorizzazione dei risultati e della ricerca universitaria. Il dato negativo per la Sicilia riguarda il calo delle domande per invenzioni depositate nel primo quadrimestre 2009 rispetto al primo quadrimestre 2008: un totale di 28 richieste che segnano una flessione del 24,3% rispetto allo scorso anno. Un trend, quello siciliano, non proprio in linea con quello nazionale, dove il calo delle domande in generale è dell’8,1%, ma con quello del Mezzogiorno che registra un 22,5 % di riduzione di deposito di brevetti.Se infatti, la media italiana dei docenti nell’area scientifica e tecnologica per ogni domanda di brevetto è di 83 per ateneo, nell’Isola il numero è di 173 docenti. Questo non spiega come mai ci sono pochi brevetti e poche domande se l’organico didattico e scientifico può vantare un numero consistente di personale deputato alla ricerca e all’attività scientifica.
Analogamente, se in Italia risultano 18 docenti per ogni brevetto “in portafoglio” (cioè un brevetto già registrato), in Sicilia se ne contano 60. In totale, al 31 dicembre 2008 in Sicilia risultano depositati 68 brevetti: 33 dall’Università di Palermo, 18 da quella di Catania e 17 dall’ateneo di Messina. E la situazione non migliora neanche se prendiamo in considerazione gli spin-off universitari (cioè quelle società per azioni o a responsabilità limitata alle quali l’Università partecipa in qualità di socio) che in Sicilia rappresentano il 3,2 % .

Articolo pubblicato il 28 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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