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Caltanissetta - Vittorio Emanuele: estate calda fra le proteste di molti pazienti
di Liliana Blanco

Una situazione che ha raggiunto il proprio culmine nella settimana successiva a Ferragosto. Assente gran parte del personale ospedaliero e servizi ridotti al lumicino

Tags: Caltanissetta, Sanità, Ferragosto



GELA (CL) – Un ospedale deserto, ma non certo per mancanza di pazienti. Ad aver causato grossi problemi al Vittorio Emanuele II, soprattutto nella settimana successiva a Ferragosto, è stata la mancanza di personale. Niente infermieri né portantini nei reparti del nosocomio cittadino, con buona pace degli ammalati. Un’improvvisa “epidemia” sembra aver attaccato le fila del personale: una parte è in vacanza e molti hanno chiesto la malattia. A pagarne le spese sono stati i degenti rimasti a trascorrere giorni caldissimi nelle corsie, fra i pochi stacanovisti rimasti in servizio.

I malati hanno subito i disservizi di un’attività alla quale suppliscono i parenti, mentre i dipendenti rimasti di guardia si sobbarcano turni massacranti. Nei giorni scorsi, nel reparto di ginecologia, una portantina, dopo aver lavorato 16 ore di fila - avrebbe dovuto addirittura continuare con un turno di notte per l’assenza di una collega – è stata colta da “improvviso malore”. Nell’unità operativa di Terapia intensiva è capitato che non ci fossero ausiliari e questo ha fatto slittare la colazione di due ore per molti ricoverati. Per non parlare della situazione igienica, vista la mancanza dell’unico portantino che ha subito un infortunio sul lavoro. La mancanza di personale ha messo in ginocchio i reparti, così come avvenuto nella divisione di Ortopedia e traumatologia: qui c’è in servizio un infermiere per turno, mentre gli infortuni sul lavoro sono aumentati, nell’ultimo mese, proprio durante il periodo estivo e i pochi ausiliari rimasti in servizio, dopo settimane di lavoro, in 10 giorni non hanno potuto beneficiare di un giorno di riposo a causa dell’assenza dei colleghi.

Segnalazioni dei disservizi sono state inoltrate all’Urp dell’azienda ospedaliera, ma la situazione è rimasta caldissima, e non soltanto per le proteste dei pazienti. All’interno del reparto di Chirurgia, per esempio, si è registrato un guasto all’impianto di condizionamento.
“Oltretutto in queste condizioni – hanno fatto sapere i ricoverati – è stata negata la distribuzione dell’acqua minerale perché, secondo quanto riferito dal personale, il magazzino viveri sarebbe stato chiuso. In questo clima di caos non è stato possibile neppure ottenere il cambio delle lenzuola dopo una notte caldo e di bagni di sudore. Solo dopo pesanti proteste sono state distribuite le bottiglie d’acqua e cambiate le lenzuola”.
 

 
Ettore Costa. “Infortuni e improvvise malattie”
 
GELA (CL) - Una situazione generale che creato non poche preoccupazioni fra la popolazione che vede nell’azienda ospedaliera Vittorio Emanuele l’unico punto di riferimento per la salute dei cittadini di Gela e del comprensorio. “È un problema  – ammette il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Ettore Costa – che si ripete ogni anno. L’estate è un momento molto delicato: il personale chiede le ferie, un sacrosanto diritto che non si può negare perché contemplato nel codice. Ma quando per motivi organizzativi i dirigenti sono costretti a chiedere una dilazione per evitare che i reparti restino scoperti, spuntano gli infortuni e le improvvise malattie che si ripercuotono negativamente sulla gestione generale della sanità. Sono una presa di coscienza delle necessità può restituire l’efficienza che l’Azienda assicura nella normalità e che continua a prestare grazie all’abnegazione dei pochi rimasti a vegliare sui nostri malati che, loro malgrado, hanno trascorso le ferie in corsia”.

Articolo pubblicato il 28 agosto 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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