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Quotidiano di Sicilia

Smaltimento illecito e truffa ai Comuni. Kalat Ambiente sotto accusa, 4 arresti
di Redazione

Amministratori e tecnici della società, ora in liquidazione, raggiunti dalle ordinanze della Dda di Catania. Dichiarate altissime e false percentuali di differenziata, obbligo di dimora per altre 4 persone

Tags: Kalat Ambiente, Rifiuti, Vito Digeronimo



CATANIA - Quattro tra amministratori e tecnici della Kalat Ambiente, società, ora in liquidazione, che si occupava della gestione integrata dei rifiuti nei comuni del Calatino, sono stati arrestati dai carabinieri di Palagonia (Catania) con l'accusa di traffico e smaltimento illecito di rifiuti, truffa e frode in pubbliche forniture. Ad altre quattro persone è stato notificato l' obbligo di dimora nei comuni di residenza. L'operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, è stata denominata 'Bad boys'. Con documentazione alterata o artatamente compilata si sarebbero dichiarate altissime percentuali di raccolta differenziata realizzata nei Comuni del Calatino, facendo così crescere di anno in anno per i Comuni i costi di conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani e del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Agli arresti domiciliari sono stati posti Vito Digeronimo, di 57 anni, Commissario del Policlinico di Catania, già presidente del Cda di Kalat Ambiente S.p.A., l'ing. Salvatore Ilardi, di 43, responsabile tecnico della Kalat Ambiente Srr, la nuova società in cui si è trasformata Kalat Ambiente Spa, Vincenzo Demetrio Ruggieri, di 41, già responsabile dei flussi dell'impianto di stabilizzazione di Grammichele, Salvatore Straquadanio, di 44, responsabile dei cantieri Agesp S.p.A. Obblighi di dimora nei comuni di residenza sono stati notificati al responsabile regionale dell'Aimeri S.r.l. Alfio Agrifoglio, di 59 anni; ai dipendenti dell'Agesp Spa Salvatore Albachiara, di 45, e Giuseppe Bufalino, di 45; Vincenzo Ciffo, di 39, gia funzionario della Kalat Ambiente S.p.A. Notificate informazioni di garanzia ad amministratori locali e dipendenti della Kalat Ambiente.

La documentazione acquisita durante le indagini ha permesso di accertare che le risorse sottratte ai Comuni, chiamati a liquidare servizi mai forniti e con costi molto rilevanti - per il Comune di Scordia il sovracosto è risultato essere di circa 300.000 euro - ha portato le amministrazioni Comunali ad indebitarsi nei confronti della società Kalat, concorrendo a causare l' intervento del Governo Regionale, che dovrà stanziare una prima tranche di quasi 16 milioni di euro per il risanamento dei debiti.

L'attività investigativa, coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, è stata condotta con intercettazioni telefoniche e di video-sorveglianza e con attività tradizionali quali servizi di osservazione e pedinamento. Secondo le accuse la Kalat Ambiente, con la collaborazione dei responsabili locali delle società Aimeri Ambiente e Agesp Spa, abbiano frodato i Comuni consorziati per milioni di euro attestando fittizie percentuali di raccolta differenziata, in realta mai posta in essere, pari a volte anche al 70%. Le operazioni illegali sarebbero avvenute a partire dagli impianti di compostaggio e di trattamento della frazione secca della società Kalat Ambiente nel territorio di Grammichele, dove sarebbero stati conferiti rifiuti di varia natura al solo fine di cambiarne cartolarmente la loro natura o addirittura di farne perdere le tracce miscelandoli tra di loro. Il prodotto ottenuto, attraverso una sistematica manipolazione-miscelazione dei rifiuti, sarebbe stato offerto ai vari imprenditori agricoli quale compost di qualità, creando un notevole danno all'ambiente e alle stesse persone.
 

 
La reazione. Il sindaco di Caltagirone: lo avevamo intuito
 
CALTAGIRONE (CT) - “La notizia, pur in attesa delle doverose, ulteriori verifiche, è la dimostrazione di ciò che da tempo avevamo intuito, cioé che sull’argomento-rifiuti nulla doveva e deve essere lasciato al caso”. Lo afferma il sindaco di Caltagirone Nicola Bonanno. “Ci domandiamo come amministrazione, a quanto potrebbe ammontare - continua Bonanno - il danno finanziario eventualmente causato al nostro ente. Ci interroghiamo in queste ore su come sia stato possibile che, stando a quanto sembra emergere dalla lettura delle notizie, nessuno abbia chiesto negli anni i giusti chiarimenti ai dirigenti di Kalatambiente e se ciò non sia stato dovuto a leggerezze che i nostri concittadini avrebbero pagato di tasca loro. Non escluderemo la possibilità di costituirci parte civile”.
Bonanno conclude: “Dietro alle sofferenze nella raccolta dei rifiuti di questi ultimi mesi c’era altro. Lo avevamo intuito. Per questo motivo, con la nuova Società regolamentazione rifiuti (Srr) e con una nuova gara d’appalto  tutto tornerà alla normalità”.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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