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Quotidiano di Sicilia

Iniziati in tutta Italia i test Invalsi utili a pochi, scomodi per tutti
di Liliana Rosano

Coinvolti 2,2 mln di alunni degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, ma i risultati lasciano dubbi. Nel 2012 sono state 600 le scuole campione siciliane oggetto del rapporto

Tags: Prova Invalsi, Scuola



CATANIA - Tra polemiche, sit-in, scioperi, martedì 7 Maggio sono iniziati i test Invalsi in tutta Italia. I test delle polemiche che non piacciono ai docenti Cobas, ai genitori nè tantomeno ai ragazzi. Anche gli studenti delle scuole siciliane sono pronti per le prove Invalsi. In Sicilia, secondo l’ultimo Rapporto Invalsi 2012, sono state 600 le scuole campione oggetto del Rapporto. Per scuole campione si intende quelle scuole assistite da un osservatore esterno durante le prove Invalsi.

Quest’anno, in tutta Italia,  saranno coinvolti quasi 2 milioni e 200 mila alunni di tutti i gradi di scuola: dalle elementari alle superiori. I primi a cimentarsi con il super quiz pieno di domande a risposta multipla e domande aperte sono stati gli alunni delle seconde e quinte elementari che martedì 7 maggio si sono sottoposti alla prova di Italiano. Ieri, per le stesse classi, è stata la volta della prova di matematica.

Il 14 maggio saranno chiamati a svolgere i due questionari - sempre Italiano e Matematica - i ragazzini della prima media e due giorni dopo sarà la volta dei compagni della seconda classe della scuola superiore. Le prove si chiudono il 17 giugno con la prova per gli studenti della terza media alle prese con gli esami finali. In questo caso, la prova contribuirà alla valutazione e al voto finale del diploma.

In che cosa consistono le prove Invalsi? Si tratta di una serie di questionari a risposta aperta o multipla che hanno l’obiettivo di attuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze ed abilità degli studenti. Le prove riguardano l’italiano e la matematica. Nel primo caso si tratta di verificare la conoscenza grammaticale e la capacità di comprendere e redigere un testo, mentre nel secondo caso le verifiche riguardano la conoscenza logica e matematica.

Diverse le novità introdotte quest'anno dal gruppo di lavoro dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione. E per la prima volta, sarà anche chiamato a svolgere una prima "prova" Invalsi anche un campione di studenti dell'ultimo anno delle superiori.

Quest’anno però le prove presentano qualche novità: più accessibilità ai dati delle singole scuole.
Infatti, a poter visionare i risultati  saranno più soggetti che in passato e, per la prima volta, anche i genitori. L'accesso ai dati, da quest'anno, è infatti disponibile per il dirigente scolastico, il referente per la valutazione d'istituto, i singoli docenti e il presidente del Consiglio d'istituto che è appunto un genitore. In poche parole, sebbene per il tramite del presidente del Consiglio d'istituto, i genitori potranno venire a conoscenza del livello di preparazione che offre la scuola frequentata dai propri figli. Non ci stanno però i Cobas della scuola che dal 7 al 16 Maggio hanno indetto una serie di scioperi per boicottare i test. Un rito che considerano "distruttivo, con test  imposti come presunta misura della qualità del lavoro dei docenti e degli studenti e come valutazione, velleitaria e strumentale, del livello di istruzione fornita dai singoli istituti". Non ci stanno neanche i docenti, costretti a caricare dati al computer senza un euro in più.
 

 
L’approfondimento. Gli studenti siciliani escono con le ossa rotte
 
Purtroppo dall’ultima valutazione Invalsi (2012) non emerge un quadro positivo per la Sicilia. Secondo i risultati finali, gli studenti sottoposti alle prove Invalsi hanno un punteggio di 8 punti inferiore al resto d’Italia. In Matematica, la Sicilia ha una distanza di 38 rispetto al Friuli che ha ottenuto il punteggio più alto. La stessa cosa per le prove d’italiano dove la Sicilia ha ottenuto il punteggio più basso (166 contro la media italiana di 183).
Ma a che cosa servono le prove Invalsi? Dall’ufficio scolastico regionale fanno sapere che i risultati vengono utilizzati per capire il livello di conoscenza e capacità degli studenti. All’ufficio scolastico regionale, inoltre non risulta che l’assessorato regionale utilizzi questi dati se non come strumenti statistici. Non vanno giù i test Invalsi neanche all’Anief che commenta così: “Con l’obbligatorietà dei Test estesa a tutte le scuole, si conferisce un potere enorme a Invalsi, legando così risorse e stipendi degli statali con le performance individuali e di struttura. Questo sistema di valutazione è un preludio all’assegnazione delle risorse solo alle scuole migliori”.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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