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Quotidiano di Sicilia

La Regione finanzi startup e spin-off
di Carlo Alberto Tregua

Disoccupati e precari pari sono

Tags: Lavoro, Precari, Disoccupazione



Negli Stati Uniti vi è il boom di nuovo lavoro: solo nel mese di aprile le opportunità sono aumentate di ben 338 mila e la disoccupazione è scesa al 7,5 per cento. Se il trend continuerà, entro la fine dell’anno potrebbe scendere al di sotto del 5 per cento, cioè ad un livello quasi fisiologico.
Come ha fatto Obama a ribaltare la tremenda situazione della crisi che, partita proprio dal suo Paese, nel 2008, ha contagiato l’Europa, mentre l’Asia (Cina, India e Giappone) non ha avuto ripercussioni e neppure l’Africa che è in una condizione di crisi perenne?
Approfittando del fatto che il debito di quel Paese è al di sotto del cento per cento (circa 14 mila mld $ contro circa 15 mila mld $ di Pil), il presidente nero ha fatto immettere un’enorme massa di liquidità, che è stata prontamente utilizzata dal sistema produttivo statunitense e ha rimesso in moto quella formidabile macchina economica, che ha nell’elasticità dei rapporti di lavoro il suo più importante elemento propulsivo.

Ben Bernanke, presidente della Federal Reserve, non ha i limiti di Mario Draghi, né quelli di Masaaki Shirakawa, governatore della Banca del Giappone, i quali possono stampare nuova moneta. è questa la strada che hanno scelto, piuttosto che emettere titoli del debito sovrano, che costano allo Stato gli interessi passivi.
La manovra non può essere, però, abusata, perché oltre un punto di equilibrio genera inflazione che, com’è noto, è la tassa dei poveri e intacca lo sviluppo. Ma sotto il punto di equilibrio la leva è formidabile.
Lo stesso non è stato fatto in Europa, perché la Bce, essendo custode dell’inflazione, che è sul punto di equilibrio, non può stampare euro. Cosicché, i Paesi membri, che hanno un altissimo debito sovrano, come Grecia e Italia, sono costretti a rivedere la spesa interna, tagliando quella superflua, per recuperare le risorse necessarie ad alimentare la macchina economica.
L’Italia ha abbondato nella spesa pubblica in questi ultimi 30 anni, facendo entrare nella Pa e nelle partecipate una quantità di persone inutili alla produzione e somministrazione dei servizi. Peggio hanno fatto le Regioni.
 
E veniamo alla nostra Isola. Il bilancio 2013, approvato nella notte del 30 aprile, è stato falcidiato dall’impugnativa del Commissario dello Stato, come scriviamo nelle pagine interne.
Indipendentemente da ciò, dobbiamo rilevare che le acrobazie del bravo Luca Bianchi, assessore all’Economia, sono servite al minimo obiettivo che è quello di mantenere lo status quo, cioè la Sicilia in uno stato di depressione, di decrescita e di conseguente aumento vorticoso della disoccupazione, che trova maggiore gravità in quella giovanile.
Con questo strumento finanziario, la malattia peggiorerà, imprese piccole e medie chiuderanno, la disoccupazione aumenterà, quasi nessun giovane sarà assunto, anche per i perniciosi limiti che ha aggravato la legge Fornero.

Altra politica economica doveva essere inserita in questo bilancio. Intanto con un elemento di equità, mettendo sullo stesso piano precari e disoccupati, i quali non hanno avuto il privilegio della raccomandazione e non sono entrati nelle pubbliche amministrazioni, ove, invece, hanno trovato accesso i primi, favoriti dalle telefonate di questo o quel politicastro di turno.
Tutti fuori o tutti dentro, questa doveva essere la linea di equità di Rosario Crocetta che, invece, ha perseguito quella linea clientelare disastrosamente portata avanti da Cuffaro e Lombardo.
Una seconda linea da imboccare era quella della crescita, senza di che quest’Isola regredirà a livello dei Paesi Nord-africani.
Vi è la grande fortuna di disporre ancora di circa 13 mld del settennato Ue 2007-2013, oltre a qualche centinaio di milioni del precedente settennato 2000-2006. Su questa enorme massa di denaro si sarebbe dovuto gettare Crocetta, per spenderlo in tutti i suoi assi, dai servizi alla ricerca, alla formazione qualificata subordinata all’occupazione, alle infrastrutture, all’apertura di migliaia di cantieri e, soprattutto, al finanziamento di startup (nuova imprenditorialità) e spin-off (ricerca trasformata in impresa).
Ma su questo ci torneremo.

Articolo pubblicato il 11 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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