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Processo strage via D'Amelio, depone il colonnello Arcangioli
di Redazione

"Da 8 anni vivo un incubo. Nella borsa? Niente di rilevante"

Tags: Paolo Borsellino



"Da 8 anni vivo un incubo. Sono distrutto dentro. Non so cosa ho fatto per meritarlo. E' distrutta la mia famiglia. E' stato distrutto il mio lavoro". Comincia così la deposizione del colonnello Giovanni Arcangioli, l'ufficiale dell'Arma citato al processo per la strage di via D'Amelio e precedentemente indagato per il furto dell'agenda rossa del giudice Paolo Borsellino. Il colonnello, all'epoca in servizio al nucleo operativo, è stato, però, prosciolto. Poi ha continuato, rispondendo al procuratore di Caltanissetta Sergio Lari: "Nella borsa di Borsellino non c'era nulla di rilevante se non un crest dei carabinieri. Vi guardai dentro, forse insieme al giudice Ayala. E' proprio perché non vi avevo trovato nulla di interessante investigativamente che non ricordo cosa feci della borsa dopo".

Articolo pubblicato il 14 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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