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Messina - Al Comune una multa da 7 mln di euro per aver violato il Patto di stabilità
di Francesco Torre

La somma incriminata destinata agli svincoli che si inaugurano oggi. Ente a un passo dal dissesto. Persa la battaglia legale col Ministero, bisogna pagare entro il 10 giugno

Tags: Messina, Patto Di Stabilità



Messina - Il Comune ha perso la battaglia legale contro il Ministero dell'Interno legata al superamento del Patto di Stabilità nell'anno 2011. L'Ordinanza del Consiglio di Stato n. 6/2013 del 25 febbraio, depositata il 2 aprile scorso, è stata infatti pubblicata in data 10 maggio sulla Gazzetta Ufficiale, e sarà operativa entro 30 giorni, ovvero allo scadere della sospensiva disposta dal Tar di Sicilia, che sulla questione si era a suo tempo schierato a favore di Palazzo Zanca.
 
Ciò significa che entro il 10 giugno il Comune dovrà pagare allo Stato la maxi multa da 7 mln 52 mila 209 euro, e sarà anche assoggettato ad un'ulteriore sanzione, la riduzione delle risorse spettanti per il fondo di solidarietà comunale, con cifra ancora da quantificare.

La notizia arriva a pochi giorni dall'inaugurazione della prima rampa dello svincolo autostradale di Giostra/Annunziata, l'opera pubblica per la quale la Giunta Buzzanca ha speso la quasi totalità delle somme eccedenti il Patto di Stabilità, circa 25 mln di euro, causando dunque il danno erariale di cui sopra. Proprio oggi a tagliare il nastro dello svincolo ci saranno i ministri Lupi e D'Alia, il direttore dell'Anas Ciucci e l'Arcivescovo La Piana, ma ci sarà poco da festeggiare.
 
Di fatto quelle forbici dichiareranno il dissesto del Comune, peraltro reso inevitabile anche dal secondo parere negativo espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti a proposito del contratto da 150 mln con l'Amam, della cui evidente illegittimità avevamo scritto nei giorni scorsi. Tale bocciatura si ripercuoterà sul piano decennale di riequilibrio finanziario, facendo totalmente saltare tutti quei conti che già, comunque, erano stato messi in crisi dalle valutazioni della Corte dei Conti e dello stesso Ministero degli Interni.
 
Nei corridoi di Palazzo Zanca circola già la voce che il commissario straordinario Luigi Croce (per lui e il suo gruppo di esperti sarebbe un fallimento su tutta la linea) abbia già abbozzato la delibera di dichiarazione di dissesto. I candidati sindaci sono avvisati, anche perché tale finale di partita comporterebbe anche un vero e proprio “processo” per gli amministratori che saranno ritenuti responsabili e quindi incandidabili.
 
A partire dall'ex sindaco Buzzanca fino ad arrivare alla ex Giunta – ora sparpagliata anche tra le fila del centro-sinistra – e forse anche ai consiglieri comunali che i provvedimenti lesivi delle finanze pubbliche condannati oggi dal Consiglio di Stato li hanno approvati. Per non dire delle conseguenze per i cittadini: tasse alle aliquote massime e ridimensionamento delle piante organiche, con blocco totale di nuove assunzioni. Al momento questa è solo una previsione, ma presto potrebbe essere lo scenario con cui la città dovrà confrontarsi nei prossimi anni.
 


La sanzione. Il testo del documento ministeriale

Messina - “Il capo del dipartimento per gli affari interni e territoriali, considerato che al Comune di Messina è stata applicata la sanzione per il mancato rispetto del patto di stabilità interno dell'anno 2011 pari ad euro 7.052.209,00, disposta con dm del 26 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2012; Visto il dm del 21 novembre 2012 con il quale è stata operata la disapplicazione della citata sanzione, a seguito di ordinanza di sospensiva del provvedimento da parte del Tar Sicilia - Sezione distaccata di Catania - n. 1027/12; Vista la successiva ordinanza del Consiglio di Stato n. 6/2013 del 25 febbraio 2013, depositata il 2 aprile 2013, con la quale è stata dichiarata la competenza territoriale del Tar Lazio (...); Decreta: Art. 1 “Determinazione della sanzione” Il Comune di Messina è assoggettato ad una sanzione, pari all'importo di euro 7.052.209,00; Art. 2. “Applicazione della sanzione”. L'applicazione (...) comporta la riduzione di risorse del fondo di solidarietà comunale (...) da determinare sulla base del Dpcm (...).

Articolo pubblicato il 15 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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