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Palermo - Smantellata organizzazione per il riciclaggio di denaro
di Redazione

Inchiesta diretta dalla Procura di Palermo. Arrestato unmagistrato

Tags: Gianni Lapis, Palermo



PALERMO – Trentaquattro arresti, 85 perquisizioni, 11 milioni e mezzo di euro in valuta straniera sequestrati e 93 persone denunciati. Sono questi i numeri dell’inchiesta - diretta dalla Procura di Palermo - per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e abusiva attività finanziaria che vede coinvolti un magistrato del Tar, commercialisti e funzionari di banca.

Il giudice amministrativo coinvolto nell'inchiesta è Franco Angelo Debernardi, da diversi anni in servizio al Tar del Lazio, ma i provvedimenti firmati dal gip di Palermo Guglielmo Nicastro, che ha accolto le richieste della procura della Repubblica, hanno portato anche al fermo di Gianni Lapis, noto per essere stato il commercialista di Massimo Ciancimino (figlio dell' ex sindaco di Palermo, Vito) e Vittore Pascucci, già coinvolto in passato in altre inchieste giudiziarie.

L'organizzazione criminale - nella quale per mesi si è infiltrato un finanziere - operava in tutta Italia e al di fuori dei confini nazionali, ed era dedita a violazioni valutarie in titoli, valori e strumenti di pagamento, e a illecite movimentazioni finanziarie e di capitali anche transnazionali.

L'attività investigativa, diretta dal procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi e dai sostituti procuratori Daniele Paci, Lia Sava e Dario Scaletta, ha permesso di ipotizzare numerosi reati a carico dei responsabili: non solo associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, finalizzata al riciclaggio di ingenti quantitativi di denaro in divisa estera e al commercio dell'oro, attraverso l'esercizio abusivo della professione di intermediario finanziario con modalità tali da eludere il sistema della tracciabilità delle operazioni (aggirando il circuito bancario e consentendo di fatto l'immissione nei mercati di denaro contante), ma anche falsificazione, spendita e introduzione nello stato di monete falsificate, detenzione illegale di armi e munizionamento, truffa e violazioni alla disciplina del mercato dell'oro.

Articolo pubblicato il 17 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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