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Gelso M, iniziate le operazioni in mare per il taglio e la successiva demolizione
di Margherita Montalto

La motonave adagiata su un fianco sugli scogli di Santa Panagia dal 10 marzo 2012, giorno del naufragio

Tags: Gelso M, Siracusa



SIRACUSA – Adagiata su un fianco, sugli scogli, attende. A distanza di poco più di un anno dal disastro, avvenuto il 10 marzo 2012, finalmente si è deciso delle sorti della motonave Gelso M, adibita ai trasporto di liquidi infiammabili, quel giorno a cargo vuoto, lunga oltre 150 metri e con a bordo 19 persone, che si incagliò a 0.3 miglia nautiche da Capo Santa Panagia (Siracusa).
Sono state avviate, da circa dieci giorni, i lavori per la demolizione della Gelso M per liberare la scogliera di Santa Panagia, Sito di interesse nazionale (Sin), dalla presenza della motonave.
 
Già si era provveduto tempestivamente il 15 marzo 2012 per sventare un rischio ambientale, alle operazioni di recupero del carburante sulla petroliera, dopo aver sistemato le panne galleggianti per prevenire un eventuale sversamento in mare delle 400 tonnellate di carburante. Le panne oleoassorbenti, che circondano l’unità navale, hanno la funzione di separare l'acqua non contaminata dall’immissione di qualsiasi inquinante surnatante oleoso.

Il comandante della Capitaneria di Porto di Siracusa, capitano di Vascello Luca Sancilio, in questi giorni ha presentato i vari step che verranno eseguiti sul relitto e ha dichiarato che: “siamo in un momento storico in cui tutto dovrebbe essere a favore delle operazioni. Le nostre previsioni contano su tempi di 4/5 mesi per concludere tutto e abbiamo ipotizzato, quale momento conclusivo la data del 30 novembre. Posso dire che sono felice di questo, poiché tutto coincide, anche grazie alle condizioni meteo marine che favoriscono i lavori che saranno continuativi, ma ribadisco, il mare e le condizioni meteo sono determinanti perché i lavori possano procedere senza difficoltà e su queste previsioni affronteremo 4 mesi a spettro pieno”.

Passaggi complessi e differenti porteranno alla conclusione dei lavori e quindi alla rimozione definitiva della Gelso M.
Continua il comandante Sancilio: “Sicuramente la prima fase sarà dedicata allo svuotamento dei residui oleosi che sono in parte presenti nella nave, seguirà un periodo di due o tre settimane in cui verranno fatte delle saldature, punti forza della nave e per 4/5 settimane ci si dedicherà ad alleggerire la nave dalle sovrastrutture per poi procede al taglio in sette tronconi e attraverso un pontone galleggiante dotato di gru, e questa rappresenta la fase più impegnativa, saranno fatti confluire i tronconi per poi essere smaltiti nei siti autorizzati allo smaltimento di rifiuti speciali. La fase costante è comunque il monitoraggio e il controllo delle acque da parte anche di tutta la struttura antinquinamento che è resa al 100%. Basti pensare che siamo stati coadiuvati dalla struttura del Comando Generale delle Capitanerie di Porto che si è attivata per inviarci un laboratorio ambientale marino”.
I rimorchiatori gravitano in zona, mentre le panne galleggianti e respingenti di potenziali inquinamento sono a tutela dell’ambiente marino. In più, sotto il profilo economico e sostanziale, l’incarico di tale intervento è stato affidato alle società italiane “Augustea” e “Fratelli Neri”.
“Sono orgoglioso dei nostri uomini - ha poi aggiunto Sancilio - perché hanno operato, dall’inizio dell’incidente fino ad ora, in maniera brillante grazie al coordinamento del Comandante responsabile di S. Panagia, capitano di Fregata Marco Trogu, che nel momento del naufragio diede un’assistenza continuativa agli uomini tratti in salvo dagli elicotteri della Base Aeromobili di Catania. Infine, con il comandante Trogu possiamo affermare che siamo di fronte ad un evento singolare, infatti non si è mai verificato che una nave fosse rimossa e tagliata sul sito del relitto e portata via pezzo per pezzo”.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La Gelso M adagiata sul fianco sinistro
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La Gelso M vista a pochi metri
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Le panne gallegianti intorno alla motonave
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Lo squarcio causato dallÂ’impatto con lo scoglio
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Il capitano di Fregata Trogu e il capitano di Vascello Sancilio
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La Gelso M nel marzo 2012, subito dopo il naufragio
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Gru montate su pontoni galleggianti, utili ai lavori di taglio
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Gli attuali lavori sulla Gelso M
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