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Sindaci contenti perché non incassano
di Carlo Alberto Tregua

Equitalia scarica i Comuni dal 1° luglio

Tags: Agenzia Delle Entrate, Equitalia



Equitalia, vituperata società mista fra Agenzia delle Entrate e Inps, in base all’articolo 7 del decreto legge 70/2011, meglio conosciuto come decreto Sviluppo, non potrà incassare i ruoli (cartelle esattoriali) per conto dei Comuni, dal 1° luglio 2013. Ha comunicato ai sindaci che da lunedì 20 maggio non li accetterà più.
Nei due anni, tra un’entrata in vigore della citata legge e il 1° luglio, i sindaci di quella parte degli 8.089 Comuni (forse 6mila) che non aveva dato mandato ad Equitalia, ha avuto tutto il tempo per prepararsi a gestire autonomamente la riscossione, ma la loro impreparazione a fare i primi cittadini, occupati da ben altre questioni, gli ha impedito di procedere alla sostituzione dell’ente incassatore.
Ora, i Comuni hanno tre possibilità: creare un dipartimento interno, mettere in gara il servizio, costituire un’apposita società in house. Quest’ultima eventualità è impedita dalla legge 135/2012 che obbliga i Comuni a liquidare (entro il 31 dicembre prossimo) o alienare (entro il 30 giugno) le società partecipate e controllate e quindi vieta la costituzione di nuove partecipate.

Buon senso avrebbe voluto che i sindaci, già da due anni - approfittando dell’enorme esubero di personale, assunto a suo tempo in modo clientelare in violazione dell’art. 97 della Costituzione, che prevede i concorsi - avessero istituito un apposito dipartimento per la riscossione, con compiti anche di contrasto all’evasione fiscale, sia per imposte e tasse proprie, che per imposte nazionali.
Ricordiamo che l’evasione pescata dai Comuni viene interamente riversata agli stessi. Ma non l’hanno fatto e ora rischiano di non incassare contravvenzioni, imposte e tasse proprie, per mancanza del braccio della riscossione che porta a casa i quattrini.
I sindaci sono anche criticabili perché, per demagogia, hanno dato addosso a Equitalia in molti casi in cui l’Agenzia era rigorosamente rimasta nei limiti del proprio compito: incassare. Certo, ci sono stati casi umani meritevoli di considerazione, ma la speculazione partitocratica ha esteso fatti isolati alla situazione generale.
Il principio morale è che tutti i cittadini devono pagare le tasse, compresi quelli che si trovano in difficoltà, ai quali, tuttavia, possono essere concesse dilazioni nei casi di effettiva gravità.
 
In Sicilia, vi è una società regionale denominata Riscossione Sicilia Spa, a partecipazione maggioritaria della Regione e minoritaria di Equitalia. Essa potrebbe essere delegata a riscuotere per conto dei Comuni le loro imposte e tasse. Non sappiamo se la delega sia stata data dai 390 sindaci a Riscossione Sicilia, ovvero se qualche sindaco abbia scelto di riscuotere autonomamente i propri tributi.
Delegare a terzi la riscossione comporta un costo, il cosiddetto aggio esattoriale, che costituisce una spesa per l’ente. è del tutto illogico e fuori dal buon senso che un sindaco, che abbia un forte esubero di personale, come accade nei capoluoghi siciliani e non solo, oneri il bilancio del proprio ente di tale aggio, mentre a costo zero potrebbe istituire un dipartimento interno.
Si potrebbe obiettare che non sempre all’interno di un Comune vi sono le professionalità. Ma questa è una deficienza superabile, perché in qualche mese, con appositi, veri e qualificati corsi di formazione si posso addestrare i nuclei dei riscossori (esattori) e, in collegamento, il nucleo tributario locale, prelevando il personale dal Corpo dei vigili, volenti o nolenti.

Da queste brevi osservazioni si deduce ancora una volta la scarsa qualità politico-amministrativa dei sindaci che dovrebbero gestire le loro amministrazioni come vere e proprie aziende di servizio non lucrative, in forza di un Piano aziendale che avesse i requisiti professionali, più volte citati: programmazione, organizzazione, gestione e controllo.
Sia ben chiaro che quella dei sindaci non è una categoria, in quanto fra loro ve ne sono tanti bravi e competenti. Altri si sono improvvisati, chiedendo e ottenendo il mandato ai citta    dini senza gli idonei requisiti. Gente sprovveduta, che ha visto nel mandato sindacale un’opportunità di guadagno e, purtroppo spesso, di fare corruzione, per seguire gli interessi di parte, prevalenti su quelli generali.
Ora Equitalia non c’è più per i sindaci, le cui lamentele sono inutili. Hanno poco più di un mese per organizzarsi, oppure perderanno entrate.
Bene, invece, quelli che si sono organizzati da tempo, in silenzio e con profitto.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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