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Riqualificazioni energetiche, spostata scadenza per detrazioni
di Bartolomeo Buscema

La commissione Ambiente della Camera sposta la data prima fissata al 30 giugno. Lo sconto fiscale del 55% ha funzionato e ha creato 50mila posti

Tags: Flavio Zanonato



CATANIA - Come anticipato nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, la data di scadenza della detrazione fiscale del 55% sulle riqualificazioni energetiche degli edifici, non sarà più il prossimo 30 giugno. Infatti, la commissione Ambiente della Camera dei deputati ha approvato, all'unanimità, la stabilizzazione del credito d’imposta del 55% per le misure a favore dell’efficienza energetica in edilizia.

 È una boccata d’aria nell’asfittico panorama dell’edilizia che secondo l’Ance (Associazione nazionale Costruttori Edili) sta pagando un tributo pesante: dall’inizio della crisi, nel settore delle costruzioni sono andati in fumo circa 550 mila posti di lavoro, considerando anche l'indotto. Ecco, quindi, la necessità improrogabile di un rilancio dell’edilizia che deve proprio partire dalla qualificazione energetica, e noi aggiungiamo anche dalla sicurezza antisismica.

Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, dopo aver dato l’annuncio della stabilizzazione, ha così commentato: “L’agevolazione fiscale del 55% si è dimostrata una misura di grande importanza: ha attivato oltre 1.400.000 interventi, per circa 18 miliardi di euro d’investimenti, e la creazione di oltre cinquantamila posti di lavoro all'anno nei settori coinvolti, soprattutto nelle migliaia di piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto. Ha rappresentato, inoltre, lo strumento più efficace e virtuoso in tema di sostenibilità ambientale, di sostegno del mercato dell’edilizia di qualità e di risparmio di emissioni di anidride carbonica”.

è una buona notizia che lascia ben sperare sul futuro energetico italiano per il quale anche gli Enti locali dovrebbero mobilitarsi, in un nuovo quadro normativo nazionale, per risanare energeticamente il vasto patrimonio edilizio pubblico che oggi è solo un gigante energivoro. Ad esempio, con un allentamento del Patto di Stabilità interno per gli Enti locali, che hanno risorse da investire nell’efficienza energetica e nella messa in sicurezza antisismica degli edifici pubblici.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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