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Quotidiano di Sicilia

La nuova scheda per le elezioni comunali
di Andrea Carlino

Sulla Gurs n. 22 del 10 maggio è stato pubblicato il decreto dell’assessore reg. Autonomie locali, Patrizia Valenti. È possibile esprimere due preferenze, ma in quel caso un nominativo dovrà essere di donna

Tags: Elezioni



PALERMO - Chiusi i termini per la presentazione delle liste, si entra nel vivo della campagna elettorale che porterà alle elezioni del 9 e 10 giugno prossimi per il rinnovo dei consigli comunali e dei consigli di circoscrizione. Sarà la prima volta che si voterà con un sistema elettorale diverso.

Infatti, con la legge regionale n.8 del 10 aprile scorso, è stata introdotta la doppia preferenza di genere. Non si tratta di “quote rosa”, perché non è un numero di elette prefissato, ma di una nuova possibilità offerta: l’elettore non è obbligato a scrivere due nomi, può scriverne anche uno solo, ma se ne vuole esprimere due, questi devono essere obbligatoriamente di genere diverso.

Naturalmente cambiano anche le schede elettorali con i quali gli elettori andranno a votare. Nella Gurs (n. 22 del 10 maggio scorso) è stato pubblicato il decreto, firmato il 29 aprile dall’assessore delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Patrizia Valenti, che sostituisce i precedenti modelli di scheda di votazione per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale, del presidente di circoscrizione e del consiglio circoscrizionale. Vediamo nel dettaglio come sarà la scheda.
 
Inanzitutto sarà suddivisa in quattro parti uguali; la prima e la seconda parte, conterranno gli spazi necessari per riprodurre, verticalmente ed in misura omogenea, i contrassegni accanto al rettangolo contenente il nominativo del candidato alla carica di sindaco, posto geometricamente in posizione centrale rispetto ai contrassegni medesimi. Sulla destra sono stampate invece, accanto a ciascun contrassegno, due righe per l’espressione di due preferenze per i candidati alla carica di consigliere comunale della lista votata.

Ad ogni riga sono anteposti i numeri: 1 nella riga superiore posta accanto al contrassegno che contraddistingue la lista e 2 nella riga sottostante posta accanto al contrassegno che contraddistingue la lista. I contrassegni da riprodurre in ciascuna parte non possono essere, complessivamente, in numero superiore a 9. Le parti terza e quarta vengono utilizzate secondo gli stessi criteri previsti per le parti prima e seconda.

In caso di necessità, si farà ricorso alle parti quinta e sesta e ad eventuali parti successive, sufficienti per la stampa di tutti i candidati e dei rispettivi contrassegni ammessi. Qualora in uno spazio venga riprodotto il nominativo di un unico candidato alla carica di sindaco collegato a più di 9 liste, l’altezza della scheda dovrà essere opportunamente aumentata, al fine di consentire la stampa di tutti i contrassegni nello spazio in questione. Esso in ogni caso dovrà contenere i contrassegni da riprodurre accanto al nominativo del candidato alla carica di sindaco.

I nominativi dei candidati alla carica di sindaco ed i contrassegni delle liste ad essi collegate poi devono essere disposti secondo l’ordine determinato dal sorteggio. I contrassegni delle liste collegate invece devono essere disposti secondo il relativo ordine di ammissione.

La scheda andrà piegata dall’elettore verticalmente, in modo che la prima parte ricada sulla seconda, il tutto sulla terza e successivamente sulla quarta o eventualmente sulla quinta e sulla sesta e così di seguito, seguendo il verso delle pieghe verticali equidistanti fra loro. La scheda va infine essere ripiegata orizzontalmente a metà, in modo da lasciare esternamente la parte stampata con le indicazioni di rito.

I contrassegni delle liste saranno riprodotti a colori e con un diametro di tre centimetri. Identica cosa per quanto riguarda la scheda per il consiglio di circoscrizione.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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