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Lavoro, una sofferenza per 9 milioni di italiani
di Redazione

Disoccupati, lavoratori in cig e scoraggiati: l’area stimata da Ires-Cgil

Tags: Lavoro, Disoccupazione



Roma - Quello del lavoro è un mondo sempre più in difficoltà con un'area di disagio e sofferenza che coinvolge quasi nove milioni di persone con un aumento del 47,4% rispetto al quarto trimestre 2007, prima dello scoppio della crisi. è la stima fornita da Ires-Cgil, secondo cui nell'ultimo trimestre 2012 l'area della sofferenza occupazionale (che comprende i disoccupati, gli scoraggiati disponibili a lavorare e lavoratori in cig) toccava 4,57 milioni di persone (+16,6% in un anno). Quanto all'area del disagio - alimentata dal precariato e soprattutto dal part-time involontario che è quasi raddoppiato nell'arco degli ultimi cinque anni - è stimata in quattro milioni e 175 mila unità con un incremento del 4.2% nell'ultimo anno (+168 mila persone) e del 28,6% rispetto allo stesso trimestre del 2007 (+927 mila).

“I singoli indicatori di questi dati di sintesi, già di per sé gravissimi, delineano - secondo il presidente dell'Associazione Bruno Trentin, Fulvio Fammoni - l'ulteriore deterioramento che attraversa oggi il mercato del lavoro italiano. La crescita tendenziale del tasso di disoccupazione riguarda tutte e tre le ripartizioni territoriali, ma nel Mezzogiorno è più marcata (l'indicatore cresce di tre punti e mezzo rispetto al quarto trimestre 2011 e si attesta al 18.3%)”.

“Anche il tasso di disoccupazione di lavoratori stranieri - osserva Fammoni - continua a crescere (contrariamente a quanto si afferma) e raggiunge il 15,4%” mentre “si perpetua il dramma della disoccupazione giovanile” con un aumento “particolarmente accentuato per le donne del Centro e gli uomini del Nord, il che conferma il carattere pervasivo della crisi in atto, ma è comunque sempre nel Mezzogiorno che il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge i valori più elevati (46,7 per gli uomini e 56,1 per le donne)”.

Aumenta infine l'incidenza della disoccupazione di lunga durata (12 mesi o più) che raggiunge il 54,8% del totale e per quanto riguarda la cassa integrazione Fammoni sottolinea come sia possibile “già prevedere che, nonostante l'altissimo numero di ore del 2012, nel 2013 (per il 5° anno consecutivo) si supererà il miliardo di ore autorizzate. Il dato ad aprile 2013 è già infatti superiore a quello precedente nonostante il calo - per mancanza di fondi - della cassa integrazione in deroga”.  Fammoni ricorda poi che “si è riaperta la discussione sulle norme che regolano il lavoro in ingresso sostenendo la tesi che maggiore flessibilità porterebbe più assunzioni, ma i dati ufficiali la smentiscono”. “Il problema non è, come alcuni sostengono, di troppi vincoli, ma - conclude - nel fatto, incontrovertibile, che manca lavoro e che occorre uno straordinario Piano per il lavoro”. La 'crisi angosciante e drammatica' che vive l'Italia “impone alle Istituzioni, forze sociali e imprese la messa in atto di efficaci soluzioni per rilanciare l'occupazione e lo sviluppo”. Lo scrive Napolitano nell'anniversario dell'uccisione di Massimo D'Antona chiedendo di “rilanciare l'attenzione al ruolo centrale del mondo del lavoro e sostenere la ricerca e l'innovazione”.

Articolo pubblicato il 21 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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