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Messina - La “Vara” finisce in Tribunale dopo l’aggressione ad Addiopizzo
di Francesco Torre

Dimissioni in massa dopo lo spiacevole episodio. I vertici lasciano spazio “a chi vorrà continuare”. Volantinaggio indesiderato, volontari aggrediti. Guai giudiziari per tre del Comitato

Tags: Addiopizzo, Messina



Messina - La “Vara” finisce in tribunale. O meglio, ci finiscono alcuni componenti del suo Comitato che, come tutti sanno, non è propriamente un “circolo del Bridge”. D'altra parte la scorribanda dello scorso Ferragosto, denunciata dagli attivisti del circolo Addiopizzo di Messina, non era certo passata inosservata e i recenti provvedimenti del gip Daniela Urbani ne sono soltanto la diretta conseguenza.

Ma cosa era successo il 14 agosto 2012 secondo il racconto dei ragazzi di Addiopizzo? Era successo che due componenti del Comitato Vara, Franco Celona e Franco Molonia, più una terza persona di cui non sono state rese note le generalità, non avrebbero apprezzato l'iniziativa del circolo di distribuire intorno a Piazza Castronovo dei volantini raffiguranti la macchina votiva religiosa con la preghiera “Maria libera Messina dal pizzo e dalla Mafia”.
 
E tanto se la sarebbero presa a male che avrebbero pedinato i ragazzi fin dentro un bar della Via Garibaldi, dove con minacce avrebbero tentato di sequestrare tutti i volantini. Un episodio poco edificante, peraltro subito stigmatizzato dall'allora assessore Dario Caroniti (oggi nuovamente in pista nella squadra di Garofalo), il quale aveva invitato i due uomini a chiedere ufficialmente scusa. Ciò, però, non fu mai fatto e oggi, per quella presunta aggressione, sono stati emessi due provvedimenti di divieto di dimora sia per Celona che per Molonia. Sono accusati di ingiurie, furto aggravato, violenza privata e danneggiamento.

Uno dei due, durante l'aggressione, avrebbe detto ai ragazzi di Addiopizzo: “Non puoi fare volantinaggio sulla Vara! La Vara è mia!”. Una frase che potrebbe fare sorridere, soprattutto se si pensa al personaggio del matto di “Nuovo Cinema Paradiso” che con lo slogan “la piazza è mia” minacciava tutti i passanti, ma che è sintomatica del sentire di una certa frangia di fedeli che percepisce la manifestazione come un fatto privato e che per giunta non tollera alcun atto di protesta nei confronti della criminalità organizzata.

Non è una novità. Sulla presenza delle cosche durante la processione ormai si è raccolta ampia letteratura. Come pure sulla posizione dell'Arcivescovado, che ogni anno permette a tanti “devoti” detenuti di Gazzi di trainare il carro votivo in libera uscita.
Celona, comunque, interrogato dal gip, ha negato tutto, dichiarando che quel giorno l'unico suo intervento fu contattare la Polizia municipale per chiedere se gli aderenti al circolo Addiopizzo avessero le necessarie autorizzazioni per il volantinaggio. Sempre Celona, poi, ha chiesto la revoca del divieto di dimora, per non avere la disponibilità economica di trasferirsi fuori città. In attesa di conoscere anche la posizione di Molonia (all'estero per lavoro), il Comitato Vara ha intanto formalizzato le proprie “dimissioni”.

“Il Comitato Vara, considerata la rilevanza lesiva delle notizie apparse sulla stampa circa l’episodio verificatosi il 14 agosto 2012, in cui la sentenza risulterebbe emessa ancor prima di una qualunque forma di istruttoria; dichiarandosi disponibile a ogni ulteriore chiarimento sotto il profilo legale, come già comunicato ufficialmente a mezzo stampa il 17 agosto 2012; precisato che da circa vent’anni si occupa volontariamente e a titolo del tutto gratuito di organizzare, in sinergia con l’amministrazione comunale, la curia arcivescovile e tutte le forze dell’ordine, la processione del 15 agosto, al solo scopo di mantenere una tradizione plurisecolare correlata alla fede dei messinesi per la loro protettrice Maria Santissima della Lettera e Assunta, è giunto alla decisione di fare un passo indietro nell’interesse dell’immagine e della buona riuscita della manifestazione e per eliminare ogni possibile ombra che, secondo una versione non condivisa dei fatti, deriverebbe dall’operato del Comitato lasciando spazio a quanti vorranno continuare questa irrinunciabile devozione”. Firmato Comitato Vara all'unanimità (presidente e cappellano mons. Vincenzo D’Arrigo, dott. Franz Riccobono, dott. Nino Di Bernardo, dott. Marco Grassi, Francesco Forami, Salvatore Rigano, Francesco Celona e Francesco Molonia).

Articolo pubblicato il 23 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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