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Quotidiano di Sicilia

Problemi del porto ancora in alto mare mentre la Regione è del tutto assente
di Alessandro Accardo Palumbo

Tutte le criticità dell’infrastruttura: relitti da demolire, fanghi, illuminazione assente, scarsa sicurezza

Tags: Mazara Del Vallo, Porto



MAZARA DEL VALLO (TP) – La Capitaneria di Porto con il suo comandante, Davide Accetta, ha deciso di dare un segnale chiaro e inequivocabile sulle criticità principali del porto: assenza di illuminazione, relitti abbandonati, fanghi e sicurezza. Un tentativo, quello della Guardia costiera, che suona la sveglia a quanti dormono sonni tranquilli: le istituzioni, in testa fra tutte la Regione, ma anche l’amministrazione comunale. Se n’è discusso nei giorni scorsi nel corso di un tavolo tecnico, aperto agli operatori portuali, appositamente convocato da Accetta e durato parecchie ore.

LA DENUNCIA PER TRUFFA E LA DEMOLIZIONE DEI RELITTI – Nel corso dell’intervento nella trasmissione di Rai 3 “Codice a barre”, il sindaco Nicola Cristaldi ha affermato di aver denunciato una truffa legata alle demolizioni dei pescherecci. “Nella massima trasparenza – è intervenuto Accetta – nonostante col sindaco abbia un rapporto di grande collaborazione, spiego perché la cosa mi sembra strana: agli atti, e io sono qui da quattro anni, non c’è nessuna denuncia, nessuna indagine. Dico che mi sembra quasi impossibile e spiego il motivo: sin dall’epoca in cui ero comandante in seconda, ho fatto 48 demolizioni in quattro mesi nel 2011 e funziona in modo molto semplice. Mi sembra assurda questa cosa detta dal sindaco, perché la Capitaneria di porto fa un processo verbale di verifica dell’avvenuta demolizione del bene”.
Se non c’è quella non può, in pratica, essere erogata la somma ai destinatari. “Questo – ha confermato Accetta - perché il comandante attesta, sulla base del verbale, che l’imbarcazione è stata effettivamente demolita e il Ministero, dopo, eroga le somme”.

“GLI SCARICHI NON CI SONO PIÙ” – Sempre secondo quanto dichiarato in tv dal primo cittadino, gli scarichi sarebbero aperti solo previa allerta maltempo della Protezione civile. Altra faccenda di cui si è parlato nel corso del tavolo tecnico già citato: “Su questo – ha raccontato Accetta sorridendo – il maresciallo dell’unità navale della Guardia di Finanza (l’unità operativa si trova nel Porto nuovo nda) si è scatenato, perché ce n’è uno che gli scarica proprio davanti. Non solo, c’è il rischio del sequestro penale di tutto il porto. Al centro dell’insenatura ci sono cassonetti della spazzatura, motorini, biciclette, c’è di tutto. Poi, andare a toglierli è un problema, e mi metto anche dalla parte di chi deve risolvere il problema.

I FANGHI E L’INCOMUNICABILITÀ – Si è discusso anche della mancanza di comunicazione tra l’amministrazione Cristaldi e la Capitaneria in merito alla caratterizzazione ambientale dei fanghi che il Cnr dovrebbe completare entro il 30 maggio. “Questa comunicazione – ha detto Accetta – non c’è, però in senso unidirezionale da parte dell’amministrazione nei nostri confronti. Quando questo intervento si andrà a fare, la Capitaneria dovrà esserne informata, perché sovrintende un po’ a tutto: la sicurezza della navigazione, le interferenze nelle attività marittime, nel quadro di un assetto generale dell’ambito portuale”.

ILLUMINAZIONE: UN PORTO AL BUIO – “Io sono arrivato – ha continuato il comandante – all’emissione di questa ordinanza (la chiusura notturna per le attività portuali nda) dopo quattro anni che le luci non funzionavano, e dopo aver fatto 150 fax agli organi competenti. Ognuno poi sarà chiamato alle sue responsabilità. Stiamo lavorando su questi aspetti, però di fatto il Comandante del porto ha il potere di ordinanza, segnalazione, denuncia, e di coordinamento, come, per esempio, ho fatto per il tavolo tecnico riunendo tutte le forze del porto.

LA REGIONE CHE NON C’È – “Mai mi sarei aspettato – ha proseguito, deluso, Accetta – che non venissero i soggetti che hanno la competenza, per legge, a intervenire sul porto”.

Parliamo, in pratica, della Regione. “Questo – ha aggiunto - dimostra una serie di cose: in primo luogo il disinteresse. Mi spiace dirlo, ma ora è una realtà. Alla riunione hanno partecipato un po’ tutte le istituzioni: la Capitaneria, la Dogana, la Guardia di Finanza, il vice sindaco Pietro Ingargiola, il Genio civile di Trapani e la Provincia, ma in buona sostanza sono mancati gli attori protagonisti”.

Un’assenza grave anche alla luce degli importanti temi trattati. “C’è un assessorato alle Infrastrutture – ha detto il comandante della Capitaneria di porto - e un Dipartimento apposito, il cui dirigente è Carmen Lo Cascio (Servizio 8–Infrastrutture marittime e portuali nda) che non si è degnata né di venire, né di delegare. Né tantomeno l’ingegnere Felice Aiello (Servizio 5-Infrastrutture portuali e opere pubbliche del Demanio marittimo, dell’assessorato Territorio e Ambiente nda) invitato e avvisato telefonicamente, ha delegato alcun soggetto”.

“Io – ha concluso Accetta - porterò la cosa ai tavoli più alti del mio Ministero, scriverò al presidente della Regione, Rosario Crocetta, facendo nomi e cognomi di chi non è venuto gli dirò: va bene che non hai i fondi, ma tieni presente questi nominativi. E ora che ti sto scrivendo mi devi fare sapere cosa vuoi fare”.


“Serve maggiore rispetto per la gente di Mazara”

MAZARA DEL VALLO (TP) – Nella lunga intervista al QdS il comandante della Capitaneria di porto, Davide Accetta ha affrontato altri temi spinosi.
I RELITTI – Sulla perdita del finanziamento, avvenuta qualche anno fa, si è detto molto e per questo abbiamo chiesto chiarimenti al comandante Accetta, in particolare sulla presunta mancanza di un certificato antimafia della ditta che si era aggiudicata l’appalto per la demolizione. “So per certo – ha detto - di tale mancanza e che, decorso il termine ultimo, i fondi sono stati persi. La procedura per le nostre competenze finisce con l’elenco dei beni per i quali giuridicamente si può procedere alla distruzione, poi la pratica passa a Palermo”. Al momento la situazione è bloccata e non ci sono novità sul nuovo stanziamento dei fondi dal Governo nazionale.

SICUREZZA E CRIMINALITÀ – “È prevista nel Piano regolatore del porto – ha proseguito il comandante - una recinzione con apposito varco, mai realizzato. Questo è un problema poiché il porto aperto, dà la possibilità di entrare liberamente e di andare, magari, a pianificare attività delittuose: tipo furti e altro, cosa già successa in passato. Abbiamo disciplinato con ordinanze: l’uso delle banchine; i pescaggi (la profondità delle acque nda) banchina per banchina”.
Così da prevenire futuri incagliamenti dei pescherecci “perché un’ordinanza di sicurezza ha un effetto anche sanzionatorio nel momento in cui nasce un problema del quale devi essere a conoscenza”.
“Mi piace dire – ha concluso Accetta – che questa gente, il popolo mazarese, non si merita di essere trattato così dalla Regione: si merita più rispetto, è una collettività che ha una sua storia, una sua tradizione, e una sua specificità”.


Dal sindaco nessuna replica attendiamo ancora risposte

MAZARA DEL VALLO (TP) – Come di consueto abbiamo chiesto una replica all’amministrazione guidata dal sindaco Nicola Cristaldi, tramite il suo portavoce Pasqualino Mattaroccia. Le domande sono state inviate tramite e mail, alcuni giorni addietro, ma non è giunta alcuna risposta. La missiva recitava cosi: Avrei gentilmente bisogno di una replica da parte del sindaco sulla questione Porto canale, alla luce della recente riunione in Capitaneria. Emergerebbero, infatti, alcune discrepanze tra quanto affermato dal sindaco – durante il suo intervento in tv nella trasmissione di Rai 3 “Codice a barre” – e le procedure, indicatemi dal comandante della Capitaneria di porto, Davide Accetta, relative alla demolizione dei relitti nel porto cittadino. In particolare: a chi, e quando, è stata presentata denuncia (Procura, Forze dell’ordine o altro) sulla vicenda relitti (la presunta truffa, di cui ha parlato il sindaco durante la diretta tv, perpetrata da alcuni armatori che avrebbero ricevuto le somme per la demolizione e poi non avrebbero fatto nulla).
Rimozione fanghi: il finanziamento da 2 milioni e 100 mila euro (immediatamente spendibili, a detta del sindaco in trasmissione) per il dragaggio del porto (con incarico preliminare al Cnr per la tipizzazione e carotaggio dei fanghi) a che punto è? Le somme sono già nelle disponibilità comunali? E se si, quando inizierebbe il Cnr con i prelievi propedeutici dei fanghi? Quando, più o meno, è ipotizzabile che la Regione esperisca la gara d’appalto, per la rimozione dei fanghi stessi?
Siamo ancora in attesa, daremo notizie ai nostri lettori non appena il sindaco o il suo portavoce ci daranno risposta.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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