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Catania - Stancanelli all’esame dei bilanci in attesa del responso di Roma
di Melania Tanteri

Tags: Catania, Elezioni



CATANIA - Una città in crisi e un Comune che potrebbe andare in dissesto da un momento all'altro. Non è certo rassicurante lo scenario cittadino per il sindaco che verrà, chiunque egli sia. La situazione delle casse comunali è, infatti, ancora appesa all'esito della richiesta, avanzata dall'amministrazione alla fine dello scorso anno, di adesione al decreto cosiddetto Salva Enti, studiato dal Governo Monti per consentire agli enti locali di fatto dissestati, principalmente per le drastiche riduzioni dei fondi statali e regionali, di aderire al fondo di rotazione e spalmare, così, i debiti in dieci anni. Per l'esito del Piano di risanamento, presentato dall'amministrazione comunale a dicembre e approvato dal Consiglio comunale, bisogna infatti ancora attendere qualche tempo. Il corposo documento sarebbe ancora a Roma in fase istruttoria, per cui è facile prevedere come il responso arriverà solo dopo le elezioni.

Nell'attesa di conoscere quale sarà la sorte finanziaria del Comune di Catania, però, si potrebbero già tirare le somme di quanto effettuato negli ultimi cinque anni dall'amministrazione uscente e, nello specifico, dal sindaco Stancanelli, insediatosi nel 2008, quando l'ammontare del debito faceva presagire il default, e oggi pronto a presentarsi per ottenere un secondo mandato.

Almeno analizzando alcune voci del bilancio di allora e di quello del 2011, approvato il 26 novembre del 2012 solo con il parere di solo due revisori, l'unico pubblicato sul sito del Comune e il cui consuntivo è stato più volte contestato dallo stesso Collegio che ha dato in più occasioni parere negativo.

Innanzitutto il debito complessivo sembra essere diminuito consistentemente in questi anni, passando da oltre un miliardo a quasi 500 milioni. Anche i debiti fuori bilancio sono diminuiti, passando da 221 milioni nel 2008 agli attuali 63 milioni di debito accertati, anche se, stando a quanto affermato dal ragioniere generale del Comune, Giorgio Santonocito, a quelli accertati, nel tempo, si sarebbero aggiunti altri debiti per un ammontare di circa 30 milioni di euro. In particolare, si deve tenere conto anche del famoso debito “Fasano costruzioni” di circa 20 mln € e di 450 mila € per la registrazione della sentenza, debito inserito e dilazionato dall'amministrazione negli esercizi successivi al 2011.

Ridotti anche sia i residui attivi – i crediti vantati da Comune ma di difficile riscossione - sia quelli passivi, i debiti contratti dall'amministrazione. Eppure, il disavanzo di amministrazione, in questi 5 anni è aumentato, passando dai 129.988.936,65 del 2008 agli attuali 140 milioni, cifra derivata dal fatto che la Corte dei Conti ha imposto al Comune di stralciare i residui attivi anteriori al 2007 perchè di difficile riscossione. La stessa Corte di Palermo, inoltre, recentemente ha richiesto all’amministrazione chiarimenti sugli ultimi due bilanci.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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