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No alla mozione sull’art. 37 dello Statuto, protesta il M5S
di Emiliano Zappalà

Ardizzione ha bocciato la proposta firmata da 20 deputati tra cui i 14 grillini. “Le imprese che producono in Sicilia devono pagare i tributi nell’Isola”

Tags: Giovanni Ardizzone, M5s



PALERMO - È scoppiata la polemica tra il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, e il gruppo dei deputati Cinquestelle. I deputati contestano alla Presidenza il no alla convocazione straordinaria dell’Ars per la trattazione di una mozione, sottoscritta dai 14 del M5S insieme ad altri sei parlamentari, che riguarda l’articolo 37 dello statuto siciliano, cioè l’applicazione della norma secondo cui le imprese che producono in Sicilia, anche se hanno sede legale altrove, devono pagare i tributi nell’isola. Per i grillini, a partire del 2014, “la determinazione del gettito attribuibile alla Regione, ai sensi dell’art. 37, non dovrà essere affidata a stime forfettarie provenienti dall’amministrazione centrale, bensì ad automatismi che garantiscano che alla Sicilia affluisca il gettito delle relative imposte realmente maturate in Sicilia”.

“L’art. 37, pertanto - si legge nella mozione - si applicherà a tutte le imposte gravanti sui redditi derivanti dall’esercizio di impresa o di arti e professione, comunque denominati e qualunque sia la loro forma giuridica”.

“Se approvata - sostengono i deputati M5S - le casse regionali potrebbero trarne grossi benefici. La mole di denaro che eviterebbe di varcare lo Stretto con direzione Roma sarebbe sicuramente molto più grossa dei 50 milioni l’anno che il governo centrale sarebbe disposto a riconoscere”.

“Per questo - afferma il deputato M5S, Stefano Zito - è nettamente al di sotto delle potenzialità garantite dall’articolo 37. Avremmo voluto che se ne parlasse in Aula al più presto, prima cioè che il presidente Crocetta voli a Roma per definire il dettaglio dei trasferimenti dello Stato alla Regione”.

E invece, sottolinea il gruppo M5S, “dalla Presidenza dell’Ars è arrivata la doccia fredda: niente convocazione straordinaria, ma solo l’impegno a portare l’argomento all’esame della prossima conferenza dei capigruppo per stabilirne la trattazione in una delle prossime sedute”.

“Il presidente – dice Zito - ha scritto che non ravvisa i caratteri dell’urgenza. Una decisione a mio avviso inspiegabile, visto che la discussione della mozione avrebbe avuto senso solo prima della trasferta a Roma del presidente delle Regione, prevista per giugno. L’articolo 37 rischia di essere svuotato e depotenziato e questo in un momento in cui un po’ di ossigeno per le casse regionali sarebbe stato non solo importante, ma addirittura indispensabile. A pagarne lo scotto alla fine, come sempre, potrebbero essere i siciliani”.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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