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Antimafia, accordo per Ciaccio segretario
di Raffaella Pessina

La Commissione nominerà per il ruolo il deputato 5 stelle al posto di Caputo. È ancora polemica sull’Ufficio stampa della Regione

Tags: Ars, Salvino Caputo



PALERMO - Il deputato del Pdl Salvino Caputo ha annunciato le sue dimissioni da segretario della commissione regionale Antimafia. Il deputato, subito dopo la sua elezione, con 8 voti contro i 7 voti andati a Giorgio Ciaccio (M5S), secondo quanto riferito dal presidente della commissione, Nello Musumeci, “ha dichiarato di volersi dimettere, dimostrando disponibilità nei confronti del movimento 5 stelle. Nella prossima seduta -ha aggunto - formalizzerà dunque le sue dimissioni da segretario e ciò determinerà una nuova votazione. Non posso che esprimere il mio apprezzamento nei suoi confronti”.

“Ringrazio il Pdl - ha poi affermato Caputo in un suo comunicato - per avermi indicato quale componente e ringrazio gli otto deputati che mi hanno votato, ma ho già rassegnato le mie dimissioni da segretario perchè ho ritenuto di dare spazio al collega Ciaccio, esponente del movimento 5 stelle, che non era rappresentato nell’Ufficio di presidenza e che invece aveva manifestato di volere farne parte. Un gesto distensivo per consentire un clima sereno di lavoro all’interno della commissione che è composta dai componenti indicati dai gruppi parlamentari”.

Si trascina ancora la questione dell’Ufficio stampa della Presidenza della Regione azzerato con l’arrivo della Giunta Crocetta. Finisce infatti davanti alla Corte costituzionale il caso dei giornalisti dell’Ufficio stampa della Regione siciliana, licenziati dal presidente  poco dopo il suo insediamento nel novembre scorso. Il giudice Paola Marino del Tribunale di Palermo ha sospeso il procedimento avviato su ricorso dei due professionisti più anziani, Gregorio Arena e Giancarlo Felice, e ha rimesso gli atti alla Consulta per un giudizio di legittimità costituzionale sulla legge che ne aveva regolato l’assunzione. A renderlo noto gli stessi Arena e Felice, nel corso di una conferenza stampa. “Siamo stati in rispettoso silenzio, non aprendo bocca per sei mesi, oggi vogliamo che la stampa sappia come sono andate le cose e che cosa ha stabilito il giudice”. Questo ha dichiarato Gregorio Arena, ex redattore capo a Bruxelles dell’Ufficio stampa della Regione siciliana, mantenendo il riserbo sull’ordinanza del giudice riguardo alle sorti del ricorso per la reintegrazione sul posto di lavoro dello stesso Arena e di Giancarlo Felice, i più anziani tra i giornalisti licenziati. Il Presidente Crocetta, nei mesi passati, ha annunciato che avrebbe indetto un concorso per l’assunzione di giornalisti alla Presidenza.

Concluse le celebrazioni per l’anniversario dell’uccisione del giudice Giovanni Falcone, in questo fine settimana la città di Palermo si prepara alla beatificazione di don Pino Puglisi, ed anche in questa occasione sono mobilitati tutti i politici, a partire dal Presidente del Consiglio Letta fino ai parlamentari dell’Assemblea Regionale Siciliana.

Infine, come aveva anticipato il presidente della Regione Rosario Crocetta  durante le manifestazioni per il ventunesimo anniversario della strage di Capaci, la giunta ha approvato l’estensione ai testimoni di giustizia degli stessi benefici previsti dalla legge regionale per le vittime della mafia. Ne usufruiranno quanti abbiano reso la propria testimonianza in procedimenti penali per delitti di mafia in Sicilia e che, per effetto delle loro dichiarazioni, si trovino in gravi difficolta’ economiche. Grazie al provvedimento, anche i testimoni di giustiza potranno chiedere di essere assunti dalla pubblica amministrazione. è prevista la decadenza dai benefici nel caso in cui le dichiarazioni si rivelino inattendibili.

Articolo pubblicato il 25 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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