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Quotidiano di Sicilia

Messina, la produttività dei giudici più alta d’Italia
di Emilio Brucato

Forum con Marina Moleti, presidente del Tribunale di Messina

Tags: Marina Moleti, Messina



Qual è l’attuale situazione del Tribunale di Messina?
“Difficoltosa. Sono da 5 anni presidente della prima Sezione Civile e attualmente svolgo anche le funzioni di presidente del Tribunale e di dirigente amministrativo perché è vacante anche il posto di cancelliere capo. Non è semplice assolvere a tutti i compiti che queste funzioni richiedono”.

Il Tribunale ha quindi una carenza di organico. Quanti sono i giudici attualmente e quanti gli amministrativi?
Sono previsti in pianta organica 49 giudici, compreso il presidente, in realtà ce ne sono 42. è scoperta poi da tempo la dirigenza amministrativa che ha competenza su tutto quello che concerne la gestione del personale. In questa situazione di sofferenza di tutti gli uffici si lavora in condizioni non ottimali e sono inevitabili le rimostranze. Il personale amministrativo effettivo è di 137 unità a fronte di una previsione di 160 in pianta organica. Negli ultimi tre anni l’organico degli amministrativi si è ridotto del 40%, per pensionamenti non seguiti da sostituzioni e per applicazioni ad altri uffici, ciò che ha reso impossibile assicurare l’assistenza alle udienze istruttorie civili e, più in generale, gli standards minimi di regolarità ed efficienza dei servizi. Poi c’è l’annosa questione del Palazzo di Giustizia”.

Ci sono delle novità su questo fronte?
“C’era stato un finanziamento piuttosto corposo che si rischia di perdere se entro breve non si giunge ad una determinazione. Si è deciso di avviare un nuovo percorso, anche alla luce dell’esito della recente riunione tenutasi presso la Corte d’Appello che ha la competenza. Prima si pensava ad una torre di vari piani da edificare nei pressi dell’attuale plesso giudiziario, ma non se n’è fatto nulla. Si era parlato poi di fare una cittadella giudiziaria nell’area dell’ex ospedale Regina Margherita, un’idea che piaceva a molti perché i grandi spazi avrebbero consentito di organizzare al meglio l’attività giudiziaria con dei servizi di supporto come la mensa ed un asilo. Ma è un’ipotesi poco realistica visto lo stato in cui si trova l’area, lasciata per anni in balia dei vandali. Un nuovo palazzo è comunque fondamentale. Ciò che abbiamo segnalato, anche come ANM, è che non si può lavorare in ambienti come quelli del Gip, del Gup o della Procura che erano locali tecnici, adattati per necessità, alle nuove funzioni, ma con carenze strutturali enormi. L’orientamento più recente sarebbe quello del recupero della ex Casa dello studente che ha il vantaggio di essere vicino all’attuale Tribunale. Non è ottimale però risolverebbe il problema del costo dei fitti (circa 2 milioni di euro l’anno, ndr) che grava sulla città. Fuori dal palazzo di Giustizia ci sono parecchi uffici, quelli del tribunale di sorveglianza, del tribunale del lavoro, dei giudici di pace e tanti altri”.

Un'altra questione è quella della gestione dell’archivio. Alcuni Tribunali si stanno informatizzando.
“L’informatizzazione non elimina l’archivio. Noi siamo partiti con il decreto ingiuntivo telematico, da giugno non è consentito più il cartaceo ma c’è tutto il pregresso. In via La Farina abbiamo in locazione un immobile enorme che però è già strapieno, stiamo chiedendo altri locali al Comune tra i tanti che ha in dotazione non utilizzati. A tale proposito si sta adeguando secondo le norme di sicurezza un grandissimo garage nella zona di viale Annunziata. Dobbiamo poi accorpare la sezione distaccata di Taormina che dal 13 settembre deve chiudere e che si porta dietro un consistente carico di pendenze, arriveranno 3.200 cause civili pendenti e oltre 1.000 processi penali, ma anche un archivio corposo”.

Qual è il saldo dei procedimenti pendenti e quelli conclusi?
“Bisogna fare una distinzione tra penale e civile perché i tempi sono diversi. La produttività pro capite dei magistrati di Messina è la più alta d’Italia. Nella prima sezione civile abbiamo 230/250 sentenze l’anno prodotte da ogni giudice”.
 
Nel Penale qual è la situazione?
“Il Penale assorbe la maggior parte dei giudici, 35 su 49, inoltre Messina è sede di DDA per cui ha un Tribunale del Riesame per le misure di prevenzione che copre l’intero distretto che comprende Barcellona Pozzo di Gotto con tutti i problemi connessi e le misure cautelari e di prevenzione che sono tutte caratterizzate da urgenza. Messina poi è anche sede di Corte d’Assise e in questo momento ci sono due maxiprocessi in corso molto impegnativi per sfruttamento, riduzione in schiavitù e traffico di essere umani a carico di stranieri. Abbiamo un ufficio GIP che dovrebbe avere 9 giudici e in realtà ne ha 8 da anni perché non riusciamo a coprire l’organico e lavorano moltissimo.
Nelle due sezioni penali l’organico è completo anche perché si è cercato di assicurare la copertura in un settore dove si può incorrere al  rischio della prescrizione. E’ arrivato tra l’altro a giudizio il processo sulle responsabilità nell’alluvione di Giampilieri del 2009 che provocò 37 morti. Ci sono un numero infinito di parti civili costituite e i 60 faldoni che contengono gli atti sono sistemati in una stanza adibita alla cancelleria con un giudice che lavorerà a tempo pieno solo per questo procedimento. La situazione non è brillante il lato positivo è  che c’è una buona squadra”.
 
Quanti sono i giudici nel Civile?
“Sono solo 14 in organico, 13 quelli operativi. Fino all’anno scorso nella mia sezione c’erano 4 o 5 giudici invece degli 8 previsti e quindi hanno fatto un gran lavoro. Per ogni giudice della mia sezione arrivano in media 450 cause nuove l’anno. Nel Civile ci sono ogni anno circa 9.000 nuovi procedimenti e 14 giudici sono veramente pochi. Poi ci sono le 22 mila cause pendenti, in media ogni giudice della mia sezione ne  ha 1.500 a ruolo. Materialmente è proprio difficile smaltire questa mole di lavoro anche perché ci sono dei tempi di lettura ed esame dei vari incartamenti che in alcuni casi impegnano tantissimo. Sono in aumento i procedimenti legati alla crisi, come sfratti per morosità che ne vengono iscritti 15 ogni settimana. Da quando è stato alzato il contributo unificato costa un po’ di più iscrivere una causa a ruolo e quindi qualcuno ci pensa un po’ di più e lo fa chi se lo può permettere e questo non è un buon modo per risolvere i problemi della giustizia  questa è l’ultima cosa che bisognava fare ma è l’unica che hanno fatto. Il Civile è quindi schiacciato da quest’arretrato e in più per ogni causa esitata in ritardo rispetto ai 3 anni previsti, la Legge Pinto richiama la responsabilità dello Stato e quindi altri procedimenti con le relative relazioni giustificative da redigere”.

Come si potrebbe migliorare l'attuale sistema giudiziario?
“Bisogna aumentare l’organico. I concorsi non si fanno perché non ci sono disponibilità economiche.
Una proposta interessante del Ministro Cancellieri per venire incontro alle esigenze di alcuni tribunali era quella di creare un task force da affiancare ai magistrati ordinari in fase di decisione, fatta da giudici, avvocati e professori universitari in pensione che garantirebbero professionalità con una spesa minima. Anzi ci sarebbe il vantaggio per lo Stato degli introiti dell’imposta di registro versata all’iscrizione di ogni sentenza”.
 

 
Curriculum Marina Moleti
 
Marina Moleti riveste la funzione di presidente della I Sezione civile del Tribunale di Messina dal 27 dicembre 2007. In questo settore  si occupa dei procedimenti di separazione dei coniugi, sia consensuali che contenziosi. Dal 10 novembre 2012 assolve anche la funzione di presidente del Tribunale f.f. con l’ulteriore compito direttivo di capo dell’ufficio. Magistrato di grande spessore giuridico e alta preparazione e laboriosità come dimostrano le statistiche e l’esperienza maturata in magistratura dove è entrata con D.M. del 27 giugno 1978.

Articolo pubblicato il 28 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Marina Moleti, presidente del Tribunale di Messina
Marina Moleti, presidente del Tribunale di Messina