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Da oggi la nuova Sanità prende il via in Sicilia
Entra in vigore la riforma come previsto dalla legge regionale n. 5/09. In commissione Sanità Ars convocazione straordinaria

Tags: Sanità, Riforma, Sicilia



PALERMO - La sanità siciliana cambia volto. Da oggi entra in vigore la riforma approvata il 25 marzo scorso dall’Assemblea regionale.
Tra le principali novità, la riduzione delle aziende sanitarie da 29 a 17: 9 aziende sanitarie provinciali, tre aziende ospedaliere di riferimento regionale, due aziende Arnas (azienda di riferimento nazionale di alta specializzazione) e tre aziende ospedaliero-universitarie.
Ciascuna azienda sanitaria provinciale si articola nei distretti ospedalieri (complessivamente 20) che sono costituiti dall’aggregazione di uno o più presidi ospedalieri appartenenti alle soppresse Ausl con le soppresse Aziende ospedaliere, nonchè dalle aggregazioni degli altri presidi ospedalieri pure appartenenti alle soppresse Ausl.

I distretti ospedalieri rappresentano strutture dotate di autonomia tecnico-gestionale ed economico-finanziaria e saranno guidati da un coordinatore sanitario e un coordinatore amministrativo individuati dal direttore generale.
I distretti sanitari costituiscono invece l’articolazione territoriale dell’azienda sanitaria provinciale all’interno della quale vengono erogate le prestazioni in materia di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione ed educazione sanitaria. I distretti fanno capo all’area territoriale coordinata da un direttore sanitario e un direttore amministrativo.

La riforma prevede l’istituzione dei presidi territoriali di assistenza (PTA) che anche attraverso il Centro unico prenotazione (CUP) garantiranno in materia capillare l’erogazione delle prestazioni in materia di cure primarie, servizi socio-sanitari integrati con le prestazioni sociali, servizi a favore dei minori e delle famiglie con bisogni complessi, servizi di salute mentale.
Le Aziende ospedaliere assicurano le attività sanitarie di alta specializzazione, di riferimento nazionale e regionale, con dotazioni di tecnologie diagnostico-terapeutiche avanzate ed innovative e svolgono compiti attribuiti dalla programmazione regionale oltre a rappresentare punto di riferimento per le attività specifiche delle aziende sanitarie provinciali.
Le aziende ospedaliero-universitarie mantengono la propria autonomia, ma è prevista la possibilità di integrazioni tra Aziende ospedaliere e Università sulla base di protocolli d’intesa.

La programmazione sanitaria è affidata al piano sanitario regionale, proposto dall’assessore regionale, della durata triennale, e approvato dalla Giunta con il parere vincolante della commissione Sanità dell’Ars.
Novità in arrivo sul fronte dei soggetti che concorrono alla programmazione sanitaria: oltre alle realtà territoriali presenti nella conferenza permanente per la programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale, avranno un ruolo le Università, gli Irccs, gli enti di ricerca pubblici e privati, e nell’ambito delle rispettive competenze, le associazioni di categoria del settore sanitario maggiormente rappresentative e le associazioni di volontariato e di tutela dell’utenza.

Oggi pomeriggio si riunisce la commissione Sanità dell’Ars alle ore 17 su convocazione straordinaria decisa dal presidente Giuseppe Laccoto previa autorizzazione del presidente dell’Ars Francesco Cascio. L’iniziativa decisa autonomamente da Laccoto sei giorni fa, prima ancora che esplodesse la contestazione popolare, è finalizzata a un chiarimento su quanto accaduto all’ospedale di Mazzarino e ad eventuali opportuni interventi di propria competenza. A tal fine il presidente Laccoto ha chiesto all’assessore al ramo Massimo Russo di voler intervenire; e con lui sono stati convocati il sindaco del comune di Mazzarino e il nuovo direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Cl Paolo Salvatore Cantaro. “La scelta quindi non è stata influenzata da interventi di parte politica, né poteva esserlo –  ha detto Laccoto - data la tempestività con cui ho proceduto, prima ancora che singoli deputati si pronunciassero in merito”.
Per quanto riguarda l’Azienda Policlinico Vittorio Emanuele di Catania, per il momento resta il commissario Armando Giacalone. Ignazio Tozzo, manager designato dalla Giunta regionale, ha infatti rinunciato all’incarico.

Articolo pubblicato il 01 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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