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Siciliacque, sinergia tra pubblico e privato
di Gaia Perniciaro

Forum con Antonio Tito, presidente Siciliacque Spa

Tags: Antonio Tito, Siciliacque



Come è nata Siciliacque e come è organizzata?
“Siciliacque è una società sovrambito, nata nel 2004, con un capitale iniziale di 400 mila euro, sottoscritto per 100 mila euro dalla Regione siciliana e per 300 mila euro dal socio privato, a seguito di una gara d’appalto lanciata dalla Regione ed Ente acquedotti siciliani per cercare un partner privato con il quale gestire un programma di investimenti per un progetto di ristrutturazione e rimodernizzazione delle reti. Appalto vinto da Idrosicilia - associazione temporanea d’impresa - che adesso detiene il 75 per cento delle azioni di Siciliacque. Eas adesso è una società unicamente d’ambito. L’anomalia della nostra realtà è che il socio pubblico, ovvero la Regione siciliana, possiede solo il 25 per cento delle azioni, ma ha la maggioranza nel Consiglio d’amministrazione, tre consiglieri su cinque compreso il presidente. Tutte le scelte comunque vengono prese in armonia: in ognuna c’è equilibrio tra la forza dell’attività privata e le esigenze del pubblico”.

Da quanti dipendenti è formata la società? Pensate di avere un organico sufficiente?
“Pensiamo di avere organico sufficiente per la nostra attività: nel complesso 187 dipendenti distribuiti tra 105 operai, 71 impiegati, 7 quadri e 4 dirigenti, in età media di 47 anni, di grande professionalità e attaccati a quella che è la mission della nostra società. Nel 2012, per esempio, nessun dirigente ha preso permessi di malattia e i quadri complessivamente solo 145 ore. Teniamo anche molto alla formazione: nel 2012 ogni operaio ha svolto in media 1.036 ore di formazione, 883 ore gli impiegati. E anche i rapporti con i sindacati sono ottimi”.

Con quali infrastrutture opera Siciliacque nel territorio?
“Siciliacque gestisce 1.764 km di rete di adduzione costituita da 13 sistemi acquedottistici interconnessi: Alcantara, Ancipa, Blufi, Casale, Dissalata Gela - Aragona, Dissalata Nubia, Fanaco – Madonie Ovest, Favara di Burgio, Garcia, Madonie Est, Montescuro Est, Montescuro Ovest e Vittoria – Gela ed è alimentata da 7 invasi artificiali (2 gestiti direttamente). In più gestiamo 8 campi pozzi, 11 gruppi sorgenti e 3 impianti di dissalazione di acqua marina, e provvediamo anche all'esercizio di 6 grandi impianti di potabilizzazione. Contribuiscono alla movimentazione delle portate 66 impianti di sollevamento”.

Chi sono i vostri clienti?
“La nostra clientela è formata dai distributori d’ambito: Girgentiacque acquista il 31 per cento dell’acqua che produciamo, poi vendiamo anche all’Ato di Enna, all’Ato di Caltanissetta e in minima parte anche all’Ato di Palermo. Forniamo anche l’Eas e direttamente solo alcuni comuni, 4 per cento della produzione”.

Quali sono i più importanti obiettivi raggiunti dalla costituzione della Società?
“Abbiamo chiuso il 2011 con un bilancio positivo di oltre 2 milioni di euro su 60 milioni di fatturato e pensiamo di chiudere il 2012 con un’utilità di poco maggiore”.

Quali obiettivi dovete ancora raggiungere?
“Quando Idrosicilia ha vinto il bando del 2004, Siciliacque avviò il lavoro in funzione degli obiettivi del programma quadro, stabilito a monte, che si articolerà per il periodo di concessione ovvero di 40 anni. Abbiamo già realizzato l’acquedotto di Favara di Burgio. Sono invece in fase di completamento l’acquedotto di Gela Aragona e quello di Monte Scuro Ovest poiché abbiamo ritenuto opportuno revocare gli accordi con le ditte che dovevano occuparsene e attendiamo di lanciare nuovamente l’appalto”.
 
Anche se Siciliacque è una società sovrambito e non incide nei costi dell’utenza, ci potrebbe spiegare, secondo Lei come mai le famiglie ricevono per i loro consumi bollette con cifre elevate?
“Dal 2012 le tariffe locali e regionali vengono valutate dall'Autorità nazionale per l'energia, l’acqua e il gas, mentre prima c’erano tariffe definite dal Cipe nel 1995. Questo ha determinato naturalmente anche una revisione dei costi. Tra i parametri che incidono troviamo le spese sostenute, gli investimenti, i costi reali dell’acquisto dell’acqua”.

Si posso prendere iniziative per evitare l’aumento delle tariffe?
“Dal momento che Siciliacque ha dimostrato che con una giusta politica antispreco è possibile abbassare le tariffe, ho chiesto insieme al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, alcuni chiarimenti circa eventuali interventi su quanto imposto dall’Autorità nazionale per l’energia, l’acqua e il gas. Si tratta comunque di una situazione complessa dato che la Corte Costituzionale limita gli interventi delle Regioni”.

Lei che idea ha in proposito sul caro-bollette? Davvero non si può fare nulla?
“Rimango del parere che il cittadino deve pagare il meno possibile un bene essenziale come l’acqua, e per questo vanno ridotti i costi della attività di potabilizzazione. Bisognerebbe intervenire, inoltre, nel vetusto sistema di distribuzione e nel sistema di misurazione del consumo”.
 
Quali risultati avete ottenuto nell’ambito dei controlli?
“Nel 2012 abbiamo effettuato 1.636 controlli d’acqua e analizzato 48.521 parametri. Possediamo un sistema di telemonitoraggio che permette di dare in tempo reale il controllo e la gestione di tutta la rete gestita da Siciliacque. Presso l’impianto di potabilizzazione di Fanaco stiamo costruendo un laboratorio d’analisi nostro”.

Ci sono altre attività?
“Per ridurre i costi di energia elettrica abbiamo messo in atto delle economie di sistema e costruito impianti fotovoltaici a Fanaco, Troina e Sambuca anche per ridurre l’impatto ambientale del nostro lavoro. Presto costruiremo anche degli impianti di energia idroelettrica”.

Quali sono i numeri della dispersione dell’acqua?
“Grazie ad una manutenzione continua effettuata dai nostri operai, abbiamo ottenuto una notevole diminuzione delle percentuali di dispersione dell’acqua nelle reti. Dal 35-40 per cento del 2005, abbiamo registrato nel 2011 punte massime del 17 per cento”. 

Quali riconoscimenti avete ottenuto in questi 9 anni di attività?
“Nel 2012 abbiamo ottenuto la Certificazione ambientale in conformità alle norme internazionali Uni e Iso 14001. Grazie al nostro innovativo sistema di tele monitoraggio, che consente di avere in tempo reale qualsiasi alterazione dei valori e quindi di intervenire immediatamente, anche la qualità della nostra acqua è internazionalmente riconosciuta: possediamo una Certificazione di qualità in Conformità alla norma internazionale. Altri riconoscimenti sono la Certificazione del sistema di gestione della salute e la sicurezza dei lavoratori, per il bassissimo numero di infortuni registrati, e la Certificazione energetica in conformità alle norme internazionali Uni per le nostre politiche strategiche sull’energia rinnovabile”.
 

 
Curriculum Antonio Tito
 
Antonio Tito è nato a Palermo. laurea in Giurisprudenza conseguita all’Università di Palermo, è avvocato. presidente della Lega delle cooperative dal 1982 al 1997. Nel 2002 è stato nominato quale componente dell’Autorità per i sevizi pubblici del comune di Palermo. Nel 2006 è stato nominato difensore civico del comune di Palermo, incarico ricoperto fino al 2010. è console onorario di Burkina Faso dal 24 febbraio 2012. Dal maggio 2012 è presidente di Siciliacque spa, la società nata con il recepimento, da parte dell’Assemblea regionale siciliana, della legge Galli 36/94.

Articolo pubblicato il 29 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonio Tito, presidente Siciliacque Spa
Antonio Tito, presidente Siciliacque Spa



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