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Quotidiano di Sicilia

Carburanti, l’allarme della Faib: “In due anni -25% di consumi”
di Michele Giuliano

Alcuni gestori riportano un calo di vendite del 40 per cento con picchi che arrivano anche al 50. Per l’associazione di categoria a pesare è la “zavorra fiscale” sul prezzo finale

Tags: Carburanti, Prezzi, Consumo



PALERMO - La crisi ha colpito fin da subito il settore dei carburanti (anche a causa della rincorsa dei prezzi innescata da oltre un anno). I gestori denunciano un crollo del 25 per cento dei consumi in due anni e annunciano un 2013 ancora più critico: “Con l’arrivo dell’aumento Iva e della Tares è a rischio la tenuta della distribuzione”. A scriverlo in una nota è Faib Confesercenti, la più grande associazione di gestori di pompe di benzina, che ha condotto un sondaggio da cui è emerso che la vera priorità verso cui il governo nazionale è chiamato ad intervenire entro la fine dell’anno è la ristrutturazione della rete basata sulla chiusura assistita di almeno 8 mila punti vendita non a norma. Il presidente nazionale di Faib, Martino Landi, sottolinea che sul prezzo dei carburanti pesa “una vera zavorra fiscale”: “Nemmeno i ponti primaverili sono riusciti a invertire la tendenza: alcuni gestori riportano un calo di vendite anche del 40 per cento e sono tanti, troppi, i nostri associati che hanno visto dimezzare i propri margini.
 
Alcuni gestori hanno avuto difficoltà persino a rifornire gli impianti. In uno scenario di questo tipo – avverte Landi – la doppia batosta fiscale all’orizzonte, con l’aumento dell’aliquota Iva al 22 per cento e l’arrivo della Tares, rischia di far deflagrare la situazione, portando da un lato ad un ulteriore avvitamento dei consumi, e dall’altro comportando un aumento dei costi. Il risultato potrebbe essere disastroso, causando la chiusura di molti gestori. Dobbiamo normalizzare la situazione; per questo chiediamo con forza al governo di bloccare l’aumento dell’Iva e di riportare il prelievo nella media europea: a furia di tasse stiamo mettendo a rischio la tenuta della nostra economia e della stessa rete di distribuzione carburanti in Italia”.

Da sottolineare che recentemente il ministro Zanonato ha annunciato l’intenzione del governo di intervenire per liberalizzare il settore della distribuzione carburanti: “Sarebbe opportuno, in questo quadro, - continua il numero uno della Faib - procedere a una vera liberalizzazione e prevedere finalmente la vendita senza vincoli di tutti i prodotti non oil da parte dei gestori. In questo momento, però, la priorità è una riforma della rete di distribuzione: bisogna evitare un processo di espulsione affidato alla logica di mercato e provvedere ad una rapida ristrutturazione della rete basata sulla chiusura governata e assistita di almeno 8 mila punti vendita, considerati gli impianti incompatibili con le regole di viabilità stradali e quelli non a norma con la tutela ambientale”.
 
L’unica verità è però una depressione generale del mercato: sempre meno sono gli italiani che utilizzano la propria auto e di conseguenza i consumi di carburante sono drasticamente diminuiti. Questi dati si inseriscono in un quadro che vede dal 2010 al 2012 una riduzione dei consumi di benzina sulla rete ordinaria del 22,3 per cento e una riduzione dei consumi di gasolio rete del 10,2 per cento. Di fronte a chi non vuole scucire soldi per il carburante c’è davvero poco da fare.

Articolo pubblicato il 30 maggio 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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