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Catania - Nessuna polemica, fare sistema tra gli aeroporti di Catania e Comiso
di Melania Tanteri

La Sac ha investito 22 mln di euro sull’aeroporto ibleo. Ora vuole politiche di integrazione del traffico aereo. Taverniti: “Sostenibilità difficile con meno di un milione di passeggeri l’anno”

Tags: Fontanarossa, Comiso, Aeroporto, Catania, Gaetano Mancini, Sac, Enav



CATANIA - “Basta con le polemiche, è l’ora dell’operatività e dell’integrazione con Fontanarossa”. A chiedere di mettere da parte i contrasti, scoppiati in occasione dell’inaugurazione dello scalo di Comiso dello scorso 30 maggio, è stato ieri mattina Gaetano Mancini, l’amministratore delegato della Sac, la società che gestisce l’aeroporto di Fontanarossa e che è azionista della Soaco, che gestisce l’aeroporto Magliocco nella provincia ragusana.
 
Mancini ha deciso di “deporre l’ascia di guerra” insieme al presidente Sac, Enzo Taverniti, proprio colui che, il giorno dopo l’apertura dello scalo ragusano, aveva parlato di “spreco nell’aver reso operativo l'aeroporto di Comiso senza contratti con alcuna compagnia aerea”, Catania e l’aeroporto di Fontanarossa avrebbero tutto l’interesse per vedere operativo lo scalo ibleo.

Una conferenza stampa, quindi, convocata per ristabilire la verità dei fatti ed evidenziare, dati e documenti alla mano, l’interesse e l’impegno di Sac manifestato fin dal primo momento su Comiso, con un investimento che, in totale, si aggira intorno ai 22 milioni di euro. Aspetto evidenziato anche da Salvatore Bonura, presidente dell’Intersac, che ha evidenziato il fondamentale ruolo della Sac per ottenere dall’Enav la certificazione necessaria al varo dell’opera.

“Continuare con le polemiche non è affatto necessario – ha dichiarato ancora Mancini. La Sac è contenta che finalmente si sia inaugurato lo scalo di Comiso – ha aggiunto – e anche noi ringraziamo la Camera di Commercio di Ragusa per aver stanziato 400 mila euro per l’apertura dello scalo. È perfettamente inutile continuare con le chiacchiere – ha proseguito – e dare il via alla progettualità, fondamentale per garantire la sopravvivenza dello stesso aeroporto”.

Sopravvivenza che, per Mancini e per il presidente Taverniti, potrà essere possibile solo attraverso investimenti concreti e integrando il traffico aereo di Catania con quello che, da agosto ma, ancora di più dal mese di settembre, avrà il Vincenzo Magliocco.

“Ora – ha specificato Taverniti - bisogna guardare agli interessi reali dell’aeroporto di Comiso; tutti gli studi e l’esperienza pratica (come ad esempio quelli di Forlì e di Rimini) ci dicono delle difficoltà nella sostenibilità degli aeroporti con traffico al di sotto del milione di passeggeri l’anno. Occorre quindi – ha proseguito - una politica di sviluppo integrato tra i due scali, finalizzata a una forte specializzazione di entrambi. Insomma – ha concluso – bisogna impegnarci in un progetto comune di territorio nel quale il polo integrato Catania-Comiso diventi realmente una opportunità per i cittadini della Sicilia orientale”.

Articolo pubblicato il 04 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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