Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Perdita di petrolio da raffineria di Gela, scatta l'emergenza
di Redazione

Il greggio, riversato sul canale di scarico dell'acqua marina usata per il raffreddamento, ha raggiunto la foce del fiume. Disposto il sequestro dell'impianto. Il gruppo assicura "è tutto sotto controllo".

Tags: Gela, Petrolio, Raffineria



Gela, ore 18 - La situazione alla raffineria Eni di Gela è "sotto controllo". Lo assicura il gruppo in una nota precisando che "la macchia d'olio è in fase di recupero". Da una stima preliminare, comunica ancora l'Eni, il quantitativo di idrocarburi confluiti nel canale è dell'ordine di un metro cubo (lo scarico anomalo era costituito una miscela di acqua mare 90% con mix di idrocarburi 10%).
 

 
Gela, ore 16 - Il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Gela, Lucia Lotti, ha disposto il "sequestro per esigenze probatorie e di cautela" dell'impianto "Topping 1", presso la raffineria dell'Eni, dove stamani è avvenuta la perdita di "non meno di una tonnellata petrolio".Le indagini, avviate dalla direzione aziendale e dalla capitaneria di porto, hanno permesso di accertare una serie di concause all'origine del disservizio.
Una nota della procura riferisce dell'avvenuta "rottura di uno scambiatore di calore asservito all'impianto" con conseguente "fuoriuscita dell'emulsione (misto di acqua e greggio) dallo scarico". A questo si sarebbe aggiunto "il mancato funzionamento della valvola di sicurezza destinata ad impedire la fuoriuscita dell'emulsione stessa, nonché il difetto, nel loro complesso, delle manovre di sicurezza. "Solo il fermo totale dell'impianto, avvenuto a distanza di circa un'ora dal verificarsi del problema - scrive il procuratore - ha posto fine allo sversamento". Sono ancora al lavoro i mezzi per il disinquinamento delle acque del fiume Gela e del mare, assieme alla pulizia del tratto di costa antistante la foce.

Il procuratore, Lotti, ha reso noto che "in relazione ai fatti di inquinamento delle acque e dell'habitat del fiume, si procede per i reati previsti dal codice dell'ambiente, nonché per danneggiamento aggravato e disastro innominato colposo".
 

Gela, ore 14 - Una consistente perdita di petrolio da una tubazione dell'impianto Topping, nella raffineria Eni di Gela, ha fatto scattare stamani l'emergenza ambientale: il greggio, riversatosi sul canale di scarico dell'acqua marina usata per il raffreddamento di talune apparecchiature della fabbrica, ha raggiunto la foce del fiume Gela. Una colata di poltiglia nera rischia di inquinare il mare e la spiaggia a est della città.
La Capitaneria di porto ha mobilitato le imbarcazioni antinquinamento che hanno disteso le panne galleggianti per impedire al petrolio di espandersi nelle acque attorno alla foce del fiume e, con le idrovore lo stanno recuperando a bordo dei natanti appositamente attrezzati. La situazione sembra sotto controllo. Una parte di greggio però era stata già trascinata dalla corrente prima che intervenissero i mezzi per la bonifica e si cerca di eliminarla. Mobilitate le squadre della sicurezza aziendale.
All'interno dell'impianto Topping, operai e tecnici della manutenzione hanno bloccato la perdita e stanno cercando di appurare la causa che l'ha determinato. Un'indagine è stata avviata dalla direzione aziendale. La procura della Repubblica del tribunale di Gela, informata dell'episodio, ha aperto un'inchiesta.

Articolo pubblicato il 04 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐