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Bilancio in ordine e uffici riorganizzati
di Antonio Borz├Č

Forum con Raffaele Stancanelli,  sindaco uscente e candidato sindaco della città di Catania

Tags: Raffaele Stancanelli, Elezioni 2013



In questi cinque anni la situazione economico-finanziaria dovrebbe essere migliorata. Come ha fatto?
“Noi abbiamo trovato un debito accertato di quasi 1 miliardo e 100 milioni di euro. Cosa abbiamo fatto in questi anni per ridurre il debito? Innanzitutto abbiamo iniziato una politica rigorosa di taglio delle spese che non abbiamo ritenuto necessarie. Soltanto per il primo anno abbiamo ridotto del 31% le spese correnti. Il risultato è stato ottenuto non avendo più contratto mutui, avendo utilizzato al massimo tutte le norme esistenti per risparmiare. Ad esempio quando mi sono insediato io il personale contava 4.900 unità mentre adesso sono 3.242. I dirigenti sono arrivati ad un massimo di 150, adesso sono 23. Abbiamo fatto una pesantissima lotta all’evasione fiscale e tributaria recuperando quasi 140 milioni di accertato di cui già 80 milioni sono stati riscossi. Nel 2009 la Tarsu a Catania la pagava il 30% dei catanesi mentre nel 2012 il 62% e grazie ai controlli incrociati siamo a conoscenza della percentuale mancante che verrà raggiunta da avvisi di accertamento, abbiamo fatto oltre 270.000 avvisi di accertamento e soltanto 400 ricorsi sono stati presentati dai cittadini. Abbiamo ridotto le partecipate, ne sono rimaste 5 e abbiamo eliminato del tutto le indennità per gli amministratori. Abbiamo eliminato tutti i debiti fuori bilancio delle partecipate inserendoli in bilancio. Abbiamo trovato in tutto il Comune 201 milioni di debiti fuori bilancio che abbiamo interamente finanziato, altri 80 milioni sono stati inseriti nel piano di risanamento. Allo stesso modo abbiamo trovato 474 milioni di residui attivi, dei crediti inesigibili che abbiamo eliminato. Abbiamo anche contabilizzato altri 140 milioni di residui attivi che abbiamo tolto dal bilancio. Abbiamo ridotto le municipalità da 10 a 6, abbiamo ridotto i consiglieri di quartiere da 170 a 72. Abbiamo ridotto del 30% l’indennità del sindaco, degli assessori, dei consiglieri comunali e di quelli di quartiere. Quindi abbiamo un bilancio di competenza assolutamente corretto e il Comune oggi è saldo”.

Da questo punto di vista è molto importante l’efficienza amministrativa. Cosa avete fatto in questo senso?
“Al Comune di Catania non c’era il piano degli obiettivi per i dirigenti a scendere, noi l’abbiamo fatto e quindi oggi vengono valutati in base agli obiettivi che erano stati dati loro e ai parametri certi. Questo ha dato degli ottimi risultati. Abbiamo ancora dei settori sguarniti, i Vigili Urbani ad esempio. Abbiamo un organico di 800 posti oggi, di cui 450 sono con un’età media avanzata. Abbiamo sopperito un poco con l’interpello all’interno dello stesso Comune di chi voleva passare al corpo dei Vigili Urbani e l’intervento degli ausiliari del traffico che oggi sono diventati operatori di polizia urbana. Abbiamo carenze ma con le norme attuali non si possono fare assunzioni. Ci sono altri settori dove c’è un surplus di impiegati ma siamo riusciti a far diminuire di oltre 1.000 unità l’organico del Comune e questo ci ha fatto risparmiare molti soldi”.

Quanti passi in avanti sono stati fatti dal punto di vista della trasparenza e della digitalizzazione?
“Una grande opera in questo senso è quello dei servizi informatici con la pagina del Comune dove il cittadino può intervenire e tutti gli atti del Comune vengono messi in rete. Abbiamo provveduto anche al trasferimento non più cartaceo ma telematico all’interno delle strutture, questa è una realtà che il Comune di Catania non conosceva. È in fase di attuazione e lo stiamo facendo partecipando ai bandi europei e nazionali. Proprio i bandi europei ci hanno permesso di ottenere numerose risorse per oltre 400 milioni di euro”.
 
Le casse del Comune sono quindi salde grazie ai suoi interventi, ci sono altri problemi?
“Anche se abbiamo fatto notevoli interventi di rigore ci scontriamo con un crollo dei trasferimenti da parte dello Stato e della Regione che provocano delle tensioni di cassa. Basti pensare che i trasferimenti dal punto di vista locale e nazionale sono calati di due terzi. Di contro di certo i servizi non hanno subito un calo di questo genere, anzi sono aumentati. Questo provoca dei problemi di cassa come ad esempio nel caso dell’Amt con la Regione che doveva provvedere, come da accordi, a dei pagamenti trimestrali che non ha fatto essendo ancora ferma alla rata del 2012. Nonostante questo siamo riusciti e riusciamo a pagare regolarmente tutti grazie ai tagli effettuati. A maggio dovevano arrivare i trasferimenti statali, un fatto che non si è verificato e che ci ha provocato dei problemi che siamo riusciti comunque a fronteggiare. La Regione l’anno scorso ha tagliato i trasferimenti del 41%”.

Quindi l’unica strada è quella del rigore?
“Abbiamo salvato Catania per quanto riguarda il bilancio. Non abbiamo fatto spese folli, non abbiamo fatto estate catanese, Natale catanese, abbiamo ridotto tutto quello che potevamo ridurre. Una politica di rigore che sta dando i suoi frutti e che ha permesso di avere un bilancio pulito”.
 

 
Puntiamo sul turismo congressuale e culturale

Il Pua quanto è importante per il turismo?
“Spesso si parla di turismo senza sapere di cosa si parla. Nel Pua abbiamo previsto un auditorium di 4.000 posti fondamentale per il turismo congressuale. Inoltre l’acquario più grande d’Europa dopo Genova per convogliare turisti. Abbiamo previsto solo il 10% di commerciale compresa la ristorazione quando la norma prevedeva il 14%. Quindi tutte le polemiche riferite alla cementificazione sono sterili, ovviamente se vogliamo costruire un polo turistico la presenza di una struttura alberghiera mi sembra naturale”.

E l’aspetto culturale?
“A Catania non si è mai fatto turismo perché non c’è un progetto culturale. Al Castello Ursino di Catania ci sono più di 16.000 pezzi perché è il risultato dei due musei storici catanesi, il museo Biscari e quello dei Benedettini. C’è di tutto ma negli anni i reperti sono stati abbandonati. Dopo l’intervento della magistratura e la catalogazione dei reperti successiva, oggi sappiamo cosa è contenuto nel Castello Ursino. Abbiamo pensato a un rapporto con la città che diventi un’attrazione di natura culturale. Abbiamo liberato l’ex monastero dei Crociferi dove c’era la Cisl, abbiamo ottenuto un finanziamento e lo stiamo ristrutturando. Allo stesso modo il Monastero di Santa Chiara dove ci sono i servizi demografici, stiamo provvedendo alla ristrutturazione e al trasferimento dei servizi demografici. Con questi tre immobili possiamo avere dei luoghi adatti all’esposizione. Immaginate che cosa vuol dire dal punto di vista turistico avere queste attrazioni. Stiamo creando un progetto turistico. Tutto passa dall’ulteriore rigore che noi metteremo sui conti”.
 

 
Con il Piano regolatore attenzione al rischio sismico

Piano regolatore, questa è una cosa importantissima a cui ha lavorato molto. Quali sono stati i risultati ottenuti?
“Dagli anni ‘70 si sente parlare di nuovo Piano Regolatore ma non è stato mai esitato. Nel 2008 divento sindaco di Catania, nei primi 6 mesi non mi occupo di urbanistica. Nel 2009 mi occupo di rifare l’ufficio Piano che non esisteva perché è stato smantellato. Lo ricostruisco con soggetti interni, rielaboriamo il Piano Regolatore vigente perché poi si sono innescate dal 1969 al 2008 parecchie varianti. Quindi nessuno sapeva quale fosse il Piano Regolatore vigente con i conseguenti problemi per presentare progetti. Da lì si è cominciato a lavorare al piano con la collaborazione dell’università di Catania, facoltà di ingegneria e nello specifico del professor Paolo La Greca, la supervisione l’ha avuta il compianto assessore Arcidiacono. Noi abbiamo adottato il Piano Regolatore, quindi con tutti i pareri, nel luglio 2012 e l’abbiamo mandato in consiglio comunale. C’è stato un lungo dibattito, il presidente della commissione urbanistica Porto ha udito tutti i pareri, arrivati a marzo; nel frattempo alcuni appartenenti alla maggioranza in consiglio comunale sono passati all’opposizione. Si sono messi di traverso e non hanno adottato il Piano Regolatore. Un Piano Regolatore che aveva diverse novità come per esempio la perequazione, per cui tutti i terreni possono essere utilizzati per un fine comune e quelli edificabili devono comprare la volumetria da quelli che non sono edificabili. Infatti non ci sono interessi particolari”.

Altro punto importante è il rischio sismico.
“Il rischio sismico è l’altra novità per il Piano Regolatore catanese, questo grazie a ingegneri e architetti dell’Ance e ai loro consigli, con delle soluzioni per il centro storico. Non abbiamo bisogno di nuove costruzioni. Con la rigenerazione del centro storico e le norme del regolamento edilizio abbiamo previsto una lunga serie di agevolazioni a chi dovrà ristrutturare in base alle norme antisismiche. Dobbiamo prevenire e l’adozione del Piano Regolatore è quindi uno strumento vero contro il rischio di catastrofi”.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Raffaele Stancanelli,  sindaco uscente e candidato sindaco della città di Catania
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