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Regione siciliana, iniziative di microcredito per le famiglie
di Massimo Mobilia

L’art. 47 della Finanziaria (Lr n.9/2013) promuove il sostegno anche a imprese a conduzione familiare. L’assessorato all’Economia istituisce un apposito fondo di garanzia (Fers)

Tags: Regione Siciliana, Microcredito



PALERMO – Tempi di buchi in bilancio e conti in rosso per le pubbliche amministrazioni. Ne è un esempio la Regione siciliana dove a grandissima fatica è stata approvata la Finanziaria 2013 - Legge di stabilità regionale n. 9 del 15 maggio - in parte bocciata dal Commissario dello Stato, Carmelo Aronica. Il buco in Regione è di almeno 1,3 miliardi di euro, la manovra correttiva prevede per quest’anno una copertura di circa 2 miliardi da maggiori entrate e minori spese, ma ci saranno da sostenere comunque maggiori oneri per circa 2,3 miliardi.

Eppure in tali difficoltà un articolo della Finanziaria è stato riservato all’attivazione di iniziative di microcredito a favore delle famiglie, duramente colpite dalla crisi economica degli ultimi anni.
Non è un mistero infatti di come la realtà siciliana si collochi agli ultimi posti in Italia per quanto riguarda l’accesso al credito: da uno studio già pubblicato dal QdS del gruppo Crif - società specializzata nella realizzazione e gestione di sistemi di supporto decisionale all’erogazione del credito - la Sicilia quest’anno è stata sedicesima tra le regioni per importo medio dei mutui (119.702 euro), quindicesima riguardo ai prestiti personali (13.365 euro) e agli ultimi posti anche nei prestiti finalizzati (3.238 euro). Interfaccia di tutta la realtà meridionale ancora una volta dietro rispetto alle regioni del Nord, ma in un contesto nazionale comunque compromesso.

Dunque l’art. 47 della Finanziaria regionale è voluto andare incontro alle difficoltà dei siciliani modificando norme già previste dalla Finanziaria 2009 sull’attivazione del microcredito “per il sostegno economico e sociale delle famiglie”, ma anche per le imprese a conduzione familiare, con lo scopo primario di contrastare il fenomeno criminale dell’usura. Come? Autorizzando l’assessorato per l’Economia all’istituzione di un “Fondo etico della Regione siciliana” (Fers), con natura di fondo garanzia, da dare in affidamento ad una banca o ad un intermediario finanziario riconosciuto, scelto tramite una selezione pubblica. Fondo già previsto nel 2009 quando era stata autorizzata a tal proposito una spesa di 5 milioni di euro. Fissato a 7 mila euro il tetto di contribuzione a favore di famiglie e imprese per ogni operazione di microcredito attivata.

Questo Fondo può essere alimentato anche da contribuzioni volontarie degli aderenti o di esterni, da donazioni, lasciti, stanziamenti dello Stato, degli enti territoriali o locali o altri enti pubblici o privati, e infine da iniziative derivanti dall’impiego dei fondi europei. L’assessorato per l’Economia potrà stipulare convenzioni con le banche o intermediari autorizzati operanti in Sicilia, ma anche con istituzioni e organismi no profit, patronati, centri di assistenza fiscale e sindacati, previo comunque il parere favorevole della commissione Bilancio dell’Ars. Convenzioni che serviranno a specificare, di volta in volta, l’apporto economico dei firmatari, le modalità di accesso al microcredito e le azioni di accompagnamento, la tipologia dei soggetti che possono accedervi anche in base al reddito, i tassi di interesse massimi applicabili, l’importo massimo dei prestiti.

Quella della Regione siciliana, di questi tempi, non è l’unica opportunità di accesso al piccolo credito. Dove non arrivano gli enti pubblici o le banche ci ha pensato già da tempo la Chiesa cattolica a dar manforte alle famiglie. Ricordiamo infatti che la Cei, in collaborazione con le banche, ha da tempo attivato una forma di microcredito, il “Prestito della speranza”, che prevede aiuti fino a 6 mila euro per le famiglie e fino a 15 mila euro per le aziende, da restituire in due mesi a tassi agevolati. Destinatari nello specifico sono i disoccupati e i cassaintegrati con un unico reddito in famiglia e le piccole imprese “a serio di fallimento”. Sono stati in molti sin ora a ricorrere all’iniziativa della Cei, soprattutto al Sud.
 


Funzioni del Comitato regionale per il microcredito
 
Una volta costituito il “Fondo etico della Regione siciliana”, per sostenere le iniziative di microcredito, verrà istituito pure un “Comitato regionale per il microcredito”, presso l’assessorato per l’Economia e il dipartimento Finanze e Credito, alla cui nomina dovrà provvedere l’assessore Luca Bianchi attraverso un apposito decreto contenente funzioni e compiti specifici. Lo prevede lo stesso art. 47 della Finanziaria, da costituire comunque avendo avuto il via libera sempre da parte della commissione legislativa Bilancio dell’Assemblea regionale. Questo Comitato sarà presieduto dall’assessore per l’Economia o da un suo delegato, più sei rappresentanti delle istituzioni e dei vari soggetti sociali coinvolti nell’attuazione dell’iniziativa - patronati, centri di assistenza fiscale e organizzazioni sindacali - un esperto di microcredito e un segretario, individuato tra il personale del dipartimento regionale delle Finanze e del Credito. Nove componenti in tutto che però non riceveranno alcun compenso per le loro attività, in piena sintonia “spending review”, tanto che il funzionamento del Comitato non dovrebbe comportare alcun onere a carico del bilancio della Regione.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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