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Presidente e assessori nostri dipendenti
di Carlo Alberto Tregua

Deputati: tagliare i supplementi

Tags: Regione Siciliana, Rosario Crocetta



Il presidente della Regione, gli assessori regionali, i sindaci e gli assessori comunali dimenticano spesso che sono mandatari di quella sorta di grande assemblea costituita dai cittadini che si recano alle urne per votare.
Quelli, invece, che non vanno a votare vogliono dimostrare disgusto e rabbia verso una classe politica e burocratica che dimentica spesso di essere stata delegata per fare scelte di equità all’interno della popolazione e produrre servizi, possibilmente di prim’ordine, per soddisfare al meglio le esigenze dei cittadini.
Potremmo dire con una metafora che presidente della Regione, sindaci e assessori, sono alle dipendenze dei cittadini, cioè sono alle nostre dipendenze, non solo perché hanno ricevuto un mandato di cui devono rispondere, ma anche perché vengono pagati con i soldi che faticosamente diamo alla Regione e ai Comuni.
La loro amnesia è una forma d’inciviltà, che stanno pagando col disinteresse dei cittadini nel momento in cui si svolgono le elezioni.

È notizia di questi giorni che a Hong Kong è partita la costruzione di un ponte lungo ben trenta chilometri, che consentirà di unire Shanghai a Macao e al Guangdong, in modo da formare un’unica comunità metropolitana di 50 milioni di abitanti, quasi quanti quelli della nostra Penisola.
L’esempio indica come il Paese dell’Estremo Oriente stia puntando su infrastrutture e logistica per sviluppare l’economia. E i fatti gli danno ragione, tanto che il tasso di crescita del Pil è stato in questi ultimi anni a due cifre, mentre quest’anno piangono perché il Paese cresce solo di oltre il 7 per cento. Tale crescita ha fatto diventare la Cina la seconda potenza economica del mondo.
Perché richiamiamo questo fatto? Per ricordare ai nostri rappresentanti politici e burocratici come si fa a sviluppare un’economia con ricadute positive sull’occupazione. Mentre ciò accade, ricordiamo anche che Danimarca e Svezia sono unite dal ponte di Øresund di ben sedici chilometri.
Invece, il nostro piccolo ponte di 3,3 km che dovrebbe unire la Sicilia alla Calabria, parte fondamentale per il Corridoio Helsinki-La Valletta, viene accantonato, nonostante lo Stato dovrebbe corrispondere meno della metà del fabbisogno, perché il resto verrebbe erogato dal consorzio di banche, che poi l’avrebbero in concessione per 40 anni.
 
Ma torniamo alla nostra Isola. Crocetta ha avuto, da parte nostra, un’apertura di credito di un anno, perché aveva annunciato la rivoluzione. Tale anno scade il 28 ottobre 2013, primo anniversario della sua elezione.
Mancano quattro mesi, ma non vediamo ancora alcun segno di rivoluzione. Tutto procede nel solito tran tran, nel disinteresse di una burocrazia che dimentica chi sono i suoi datori di lavoro (i cittadini), col Pil che decresce più della media nazionale e la disoccupazione che aumenta più della media nazionale.
Un autentico disastro, perché se non si inverte la corsa che ha portato la Sicilia in questo stato comatoso, la malattia non può che peggiorare.
È da otto mesi che invitiamo Crocetta al nostro forum e continueremo a farlo. Com’è nostra consuetudine, abbiamo pubblicato più volte un promemoria e nei prossimi giorni pubblicheremo un elenco di domande sulle questione irrisolte.
Visto che non ritiene di darcele di presenza, com’è suo dovere, dimenticando che la stampa ha una fondamentale funzione istituzionale di servizio ai cittadini, attendiamo che risponda ai quesiti esposti.

In Sicilia, non esiste il referendum propositivo, ma solo abrogativo (Lr 1/2004). Sarà opportuno che le associazioni di volontariato, da noi sostenute, preparino un Ddl di referendum propositivo, chiedendo la firma a quei deputati regionali onesti che sono disposti a farsi esaminare nel corso del loro mandato.
Quando non si risponde alle domande chiare, tendenti a scoprire la verità, vuole dire che si ha qualcosa da nascondere. Non sappiamo cosa, ma certo il silenzio di Crocetta sulle questioni da noi poste, prima fra le quali l’elenco puntuale delle voci  che compongono la posta fasulla del bilancio 2013 (avanzo di amministrazione), devono arrivare e al più presto.
Chi ha la coscienza tranquilla non avrà alcuna difficoltà a rispondere con serenità alle domande che provengono dai cittadini che, ripetiamo, sono i datori di lavoro di codesti dipendenti: presidente della Regione, assessori, deputati regionali, sindaci ed altri.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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