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Consulta per lÂ’Emigrazione, violata la legge
di Michele Giuliano

Le associazioni dei siciliani all’Estero denunciano l’assenza dell’organo regionale che si occupa del loro status. Da oltre 15 anni l’Istituzione esiste solo sulla carta, disattese le richieste degli isolani nel mondo

Tags: Emigrazione, Regione Siciliana



PALERMO - L’ennesima legge divenuta carta straccia. Evidentemente nella Regione dell’autonomia statutaria è inclusa anche la deroga a rispettare le normative. Basti pensare che da ben 15 anni si calpesta la legge regionale 55 del 1980. Almeno questo quanto denunciano decine di associazioni che rappresentano i siciliani all’estero facendo salire sul bando degli imputati la Regione e più specificatamente l’assessore al lavoro e all’Emigrazione, Luigi Gentile.

La legge in questione era stata varata per garantire in vita la cosiddetta Consulta regionale dell’Emigrazione, un organismo collegato direttamente alla Regione in grado di portare avanti tutte le istanze delle migliaia di emigrati siciliani all’estero. Vista l’ampiezza del fenomeno nell’Isola la Regione aveva pensato bene di porre in essere questa iniziativa. Ma a distanza di nemmeno trent’anni tutto è stato spazzato via, cancellato con un colpo di spugna. In pratica si è fatto finta che questa Consulta non fosse mai nata. Eppure dal varo della legge ad oggi le cose non sono affatto cambiate sotto l’aspetto dell’incidenza del fenomeno dell’emigrazione nell’Isola, anzi: oggi, secondo il rapporto della Caritas, la Sicilia conta ben 600 mila emigrati, numero che è destinato a crescere in quanto al momento ci sono decine di migliaia di pratiche ancora giacenti che aspettano di superare tutto l’iter burocratico.

Una proporzione pari ad oltre il 10 per cento dei residenti, quindi di grandissimo impatto. Ma evidentemente questo fenomeno passa inosservato nei palazzi della Regione al punto da spingere le 9 associazioni regionali, riconosciute dalla legge 55 dell’80 ed inserite nella Consulta, a raggrupparsi in un coordinamento di associazioni regionali siciliane dell’emigrazione, denominato Carse Inoltre il coordinamento raggruppa anche un migliaio di associazioni di emigranti e familiari sparse nel mondo. In pratica quasi l’intero mondo dell’emigrazione siciliana è rappresentato. “La nascita del coordinamento – sottolinea il presidente del Carse. Salvatore Augello - è un momento molto importante per l’associazionismo. E’ necessario progettare  interventi concreti  per le tante comunità siciliane sparse per il mondo che aspettano risposte da una Regione che, negli anni, sembra avere abbassato il proprio livello di attenzione nei confronti dell’emigrazione, snaturando a volte lo stesso spirito della legge 55/80 e successive modifiche”.

Poche, ma significative le modifiche richieste dalle associazioni. Ed innanzitutto la messa in funzione della Consulta Regionale dell’Emigrazione e dell’Immigrazione, ferma da oltre 15 anni. Questo appuntamento garantiva anche un costante aggiornamento della condizione del fenomeno dell’emigrazione siciliano. Da anni oramai la Regione non è in grado di fare concreti riscontri attraverso studi sulla fenomenologia, proprio per il blocco delle attività della Consulta che faceva da importante supporto. Ci sono poi una serie di lacune che sono state evidenziate dall’associazionismo che tutela gli interessi degli emigrati siciliani. In primo luogo gli scarsi stanziamenti per l’organizzazione di colonie e i campeggi, unico strumento che prevede interventi rivolti ai ragazzini ed ai giovani adolescenti.

“Iniziative che nel passato ed ancora oggi – aggiunge Augello - riscuotono grande successo in mezzo ai giovani, che in questo modo vengono messi a contatto con le proprie radici. Altro intervento richiesto è quello di potenziare sia il capitolo del turismo sociale, per venire incontro alle esigenze di parecchi anziani, che solo lontani dalla propria terra da parecchi decenni e non hanno i mezzi per potere fare ritorno, nonché quello di potenziare il capitolo di bilancio che prevede il contributo ordinario per le associazioni”. Resta invece tutto immobile in Sicilia, un po’ come questa terra è stata sempre dipinta dall’illustre letterato Leonardo Sciascia.

Articolo pubblicato il 02 settembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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