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Stage e tirocini formativi, in Sicilia servono regole più precise
di Michele Giuliano

Pronta all’Ars una proposta di legge che disciplini la retribuzione minima e la durata dei progetti. 17 mila i giovani impegnati nel praticantato, ma solo il 7% trova lavoro

Tags: Stage, Lavoro



PALERMO - Accelerare i tempi per giungere entro luglio al varo della legge regionale sulla regolamentazione degli stage: lo chiede la Cgil Sicilia al governo Crocetta. “Mentre Germania e Francia varano un piano per i giovani e mentre altre regioni come Veneto e Toscana si sono già allineate alle previsioni della conferenza Stato-Regioni “la Sicilia tiene fermi circa 70 milioni del ‘Piano Giovani’ – dice Ferruccio Donato, della segreteria regionale Cgil, – 33 dei quali destinati agli assegni mensili per gli stagisti e agli incentivi alle imprese che al termine del percorso li assumono”. Nell’isola sono 17.000 i giovani impegnati annualmente in stage e tirocini, ma solo il 7 per cento di questi trova alla fine del periodo occupazione stabile.
 
“La maggior parte di questi stage sono senza alcuna forma di compenso – dice Andrea Gattuso, del dipartimento politiche giovanili della Cgil Sicilia –, camuffano lavoro dipendente, sono dequalificati e non offrono percorsi formativi validi. La Cgil chiede per gli stage l’introduzione di regole precise allo scopo di evitare le truffe; che sia garantito un concreto progetto formativo; che ci sia un attento monitoraggio e l’attestazione e certificazione delle competenze. Inoltre un’indennità minima per gli stagisti di 400 euro al mese e incentivi alle imprese che assumono”.
 
Una presa di posizione che fa seguito all’iniziativa lanciata doversi mesi fa dal titolo “Io firmo gli stage”, proposta di legge di iniziativa popolare per garantire tirocini di qualità ai giovani siciliani. Già nel marzo scorso la commissione regionale per gli affari elettorali e referendari ha completato l’esame delle oltre 12 mila firme raccolte dai giovani della Cgil Sicilia a sostegno della norma. Ed ha dato il via libera alla discussione del testo in consiglio regionale. Il testo che regola le modalità di presentazione di leggi di iniziativa popolare all’Assemblea regionale siciliana richiede la sottoscrizione di almeno 10 mila persone e dunque l’obiettivo è stato raggiunto.
 
Nel testo intanto si prevede di fissare in sei mesi la durata massima dei tirocini, specificando che dovranno essere attivati al massimo entro un anno dal conseguimento della laurea o del diploma. Viene inoltre richiesto di vietare il ricorso agli stage per quelle professioni che non richiedano periodi di formazione articolati. Grande attenzione viene posta anche sul tema del monitoraggio dei progetti, ritenuto fondamentale per contrastare sul nascere eventuali abusi. Non poteva mancare, poi, l’aspetto economico. La campagna della Cgil mira ad istituire uno stanziamento, all’interno del bilancio regionale, da 10 milioni di euro. Di questi, 4 serviranno per un “Fondo per i tirocini formativi”, che finanzierà le borse per gli stagisti. In particolare, la proposta di legge chiede che sia fissato un rimborso minimo di 400 euro mensili, metà a carico della Regione, attraverso questo fondo, metà versati dall’azienda che ospita il tirocinio. Gli altri 6 dovranno invece essere utilizzati per incentivare le imprese a trasformare i tirocini in rapporti di lavoro veri e propri.
 


L’approfondimento. 8 mila euro all’impresa per ogni giovane assunto
 
PALERMO - Il testo preparato dalla Cgil prevede inoltre che alle attività dovrebbe andare un contributo una tantum di 8 mila euro per ogni giovane di età compresa tra i 18 ed i 30 anni inserito in organico, somma che salirebbe a 10 mila euro se il lavoratore appartenesse ad una categoria protetta. “Tenteremo di inserire questa nostra ultima proposta all’interno del piano Barca, un progetto da 500 milioni di euro a sostegno dell’occupazione giovanile in Sicilia proposto dal ministero per la Coesione territoriale – sottolinea la Cgil - visto che tra i vari interventi previsti da questo progetto c’è anche quello relativo agli stage retribuiti”. Proposta che, se accolta, rimuoverebbe l’ostacolo economico, quello cioè legato allo stanziamento da 10 milioni, dal cammino verso l’approvazione della legge. La commissione Lavoro di Palazzo dei Normanni avrà a disposizione sei mesi per discutere la proposta, eventualmente modificandola, per poi portarla in aula. Scaduto questo termine, la norma verrebbe comunque inserita all’ordine del giorno della prima seduta utile. E a quel punto i partiti dovranno decidere da che parte stare. Al momento, solo le organizzazioni giovanili di Pd e Sel hanno aderito all’iniziativa.

Articolo pubblicato il 18 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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