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Quotidiano di Sicilia

Lavoro, crescita, evasione. Enrico Letta incide sul G8
di Antonio Leo

Aumenta la cooperazione internazionale per stanare i parassiti sociali

Tags: G8, Enrico Letta



ENNISKILLEN (IRLANDA DEL NORD) – Enrico Letta l’aveva detto che partiva alla volta dell’Irlanda del Nord con una missione ben precisa: porre all’attenzione dei grandi della Terra la necessità di avviare serie politiche per l’occupazione, specie quella giovanile. Il premier ce la sta mettendo tutta per dare al suo Governo un orizzonte ben più ampio di quello tratteggiato dai suoi detrattori, in primis il grande sconfitto delle ultime elezioni, Pierluigi Bersani. Lo sforzo sembrerebbe premiato. Crescita, sviluppo, riforme e soprattutto lavoro: sono queste le parole chiave uscite dal summit internazionale.

L’incipit della bozza dell’accordo raggiunto dagli otto “grandi” è eloquente: “La nostra urgente priorità è promuovere la crescita e il lavoro, in particolare per quanto riguarda i giovani e i disoccupati di lungo termine”. I leader assicurano supporto “a ogni sforzo per la ripresa globale” attraverso il sostegno alla domanda e riforme delle economie “per garantire la crescita”. Obiettivi da raggiungere “rendendo sicure le nostre finanze pubbliche e sfruttando tutte le fonti di crescita”. Ricordiamo che al G8 partecipano Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Usa e Regno Unito.

Lavoro. Nella seconda giornata dei lavori, il primo ministro Letta ha avuto un colloquio sull’argomento proprio con il presidente statunitense. “Durante la sessione economia – ha dichiarato Enrico Letta - Barack Obama ha sottolineato che la disoccupazione giovanile erode il tessuto sociale e può avere gravi ripercussioni su esso”.
“Il presidente Usa - ha aggiunto il capo del Governo italiano - ha detto che bisogna assolutamente affrontare il problema”. Perché se è vero che “l’Europa deve proseguire l’applicazione degli accordi dell'Unione bancaria perché fortemente necessaria per ridurre la frammentazione finanziarie”, la sostenibilità di bilancio “deve andare insieme a strategie di crescita ben definite”, incluse le “riforme strutturali” mirate alla crescita. “Le riforme strutturali – si legge ancora nella bozza definitiva - sono la chiave per migliorare la crescita sostenibile e gli standard di vita a lungo termine, aumentando la competitività, fornendo canali di credito ben funzionanti per gli investimenti delle piccole e medie imprese e rafforzando la fiducia”.

Evasione fiscale. Altro tema fondamentale, di cui si è a lungo parlato nel corso del vertice, è quello dell’evasione. Nel documento è presente un dettagliato programma “anti-furbetti” in 10 punti, dove si stabilisce che le autorità fiscali dei Paesi del G8 debbano automaticamente condividere informazioni “per combattere la piaga dell’evasione fiscale” e rendere più difficile per le aziende “spostare i propri profitti oltre confine per evitare le tasse”. Come parte dei piani del G8, che verranno sviluppati nel corso del summit del G20 che si terrà nei prossimi mesi, le multinazionali sarebbero obbligate a dichiarare quante tasse pagano in ogni Paese dove operano. Le nuove regole dovrebbero rendere più difficile basare società in paradisi fiscali. Come ha tenuto a sottolineare il premier inglese, David Cameron, in un messaggio su Twitter l’accordo è stato raggiunto sulla base di un’iniziativa britannica. ”Il prelievo fiscale – ha detto Cameron nel corso della conferenza stampa conclusiva del G8 - è fondamentale per la crescita economica”. L’obiettivo principale è rendere la vita impossibile ai parassiti, eliminando ogni possibile luogo “in cui nascondersi”.

Commercio internazionale. Anche in questo caso la tendenza è quella di promuovere una maggiore cooperazione internazionale. “I Governi dovrebbero rimuovere il protezionismo e concordare nuovi accordi commerciali che diano impulso al lavoro e alla crescita ovunque”.

Siria. Sul piano della politica estera, naturalmente la discussione più calda è stata quella riguardante le tensioni nel Paese sottoposto al regime di Bashar Al Assad. A onor del vero, sul tema non si è raggiunta piena concordanza di intenti. Lo ha rivelato lo stesso Cameron: “Non è un segreto che vi siano state divergenze sulla Siria, ma tutti vogliamo la fine del conflitto”.In generale, il G8 “sostiene fortemente la proposta di una conferenza per raggiungere una soluzione politica sul dossier Siria, tramite la piena applicazione del comunicato di Ginevra del 2012”. È da questa conferenza che dovrà emergere “accordo per un forma di Governo transitorio con pieni poteri esecutivi, creata sulla base di mutuo consenso”.

Articolo pubblicato il 19 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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