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Ragusa - Comiso, lo scalo della discordia
di Carmelo Riccotti La Rocca

Bevilacqua: “Regione in controtendenza rispetto ai tagli nazionali”, ma il presidente della Soaco non ci sta. Per il segretario dell’associazione dei vettori aerei l’aeroporto non è sostenibile

Tags: Comiso, Aeroporto, Trasporti, Ryanair



COMISO (RG) - Una volta finiti i sussidi regionali l’aeroporto di Comiso sarà destinato a morire. Questo in buona sostanza è il pensiero di Aldo Francesco Bevilacqua, segretario generale di Assaereo, l’associazione nazionale vettori e operatori del trasporto aereo di Confindustria. Bevilacqua attribuisce delle responsabilità al presidente della Regione, Rosario Crocetta, reo di essere andato controcorrente rispetto alle direttive del Governo nazionale in materia di gestione degli aeroporti.

Dopo le dichiarazioni del segretario generale di Assaereo, abbiamo deciso di intervistarlo per approfondire il suo punto di vista riguardo l’apertura dell’aeroporto di Comiso e sullo stato di salute degli scali aerei in generale.
“Un aspetto che è necessario rilevare- afferma Bevilacqua- è che mentre da un lato sia il Governo precedente che l’attuale riconoscono l’esigenza di razionalizzare il sistema aeroportuale nazionale, adoperandosi anche per la definizione di specifici Piani nazionali che prevedono la chiusura di alcuni aeroporti, dall’altro, a livello regionale, si prosegue in direzione opposta con l’apertura di nuovi scali. Tali comportamenti strabici rischiano di vanificare i notevoli sforzi che gli operatori stanno compiendo per tentare di dare una prospettiva al settore”.

“Al di là dei costi necessari alla sua costruzione, - continua Bevilacqua- affinché un aeroporto possa essere mantenuto in piena operatività è necessario assicurare la presenza per 24 ore al giorno di una serie smisurata di sottosistemi che vanno dai servizi di coordinamento a quelli di assistenza a terra, dai presidi di polizia alla dogana o ai servizi sanitari, per non parlare dei servizi di assistenza al traffico aereo (torre di controllo) i cui oneri di gestione ricadono sulla collettività e su tutte le compagnie aeree, anche quelle che non operano sullo specifico scalo. È per tale ragione che un aeroporto ha motivo di esistere se è in grado di essere economicamente sostenibile e quindi servire un bacino di utenza capace di generare il traffico necessario senza sussidi. Su tali premesse, che ci paiono peraltro elementari, si basa anche lo studio commissionato negli anni scorsi dal ministero dei Trasporti e dall’Enac a primarie società di consulenza e che attraverso un’accurata mappatura delle infrastrutture esistenti è già giunto alla definizione di una proposta di efficientamento e razionalizzazione della rete aeroportuale, non più rinviabile”.

“Il timore - sostiene ancora il segretario di Assaereo - è che qualcuno si stia ‘fregando le mani’ aspettando il momento giusto per entrare nel mercato italiano rilevando quel poco che sarà rimasto del trasporto aereo nazionale a prezzi di saldo”.
Sull’argomento abbiamo sentito anche il presidente della Soaco, Rosario Dibennardo, che ovviamente non ha la stessa visione del segretario di Assaereo.

“Come tutte le strutture - dice Dibennardo – l’aeroporto necessita di una fase di start up prima di essere operativo al 100% e in queste settimane tutti gli Enti coinvolti, Soaco compresa, sono impegnati in un’opera di ‘familiarizzazione’ della struttura aeroportuale visto che l’aeroporto di Comiso è il primo aeroporto che parte ex novo dal dopoguerra a oggi in Italia. La nota di Assaereo stupisce per almeno due motivi: primo perché critica un accordo senza conoscerne i contenuti e secondo perché i termini della proposta fatta a Ryanair sono stati trasmessi anche a compagnie aeree associate ad Assaereo che evidentemente non hanno ritenuto opportuno accettare”.

“L’aeroporto di Comiso - continua ancora il presidente della Soaco - è stato costruito con fondi pubblici ed è stato seguito in tutte le sue fasi da tutti gli organi competenti (Enac, Regione siciliana, Comunità europea, Governo nazionale). Purtroppo nel momento cruciale il Governo non ha approvato il nuovo Piano nazionale aeroporti commissionato dal ministero Infrastrutture e approvato da Enac nel 2011. Proprio quel piano ritiene Comiso complementare e sinergico a Catania per svariati motivi che non sto a elencare”.

“Per evitare di sperperare ben 40 milioni di euro di soldi pubblici utilizzati per costruire l’aeroporto di Comiso - conclude Dibennardo - la Regione siciliana ha stanziato 4,5 milioni di euro per garantire i servizi di torre Enav per i primi due anni e permettere a Comiso di poter iniziare l’operatività. Prima di stabilire la morte dell’aeroporto, mettiamolo nelle stesse condizioni degli altri aeroporti italiani e poi tireremo le somme. Far rientrare Comiso nel posto che merita, tra gli aeroporti di interesse nazionale, non comporterebbe nessun onere a carico dello Stato poiché da luglio 2012 Enav viene pagata interamente a tariffa. Tenere chiusa una struttura costruita con fondi pubblici sarebbe stato uno spreco”.

Articolo pubblicato il 20 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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