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GdF, giro d’affari milionario, è bufera sulla Formazione
di Emiliano Zappalà

Indagini della Procura di Palermo sugli appalti per i “Grandi eventi”. Sotto inchiesta anche la gestione “allegra” del Ciapi

Tags: Appalti, Fausto Giacchetto, Ciapi



PALERMO - Scoperto dalla Guardia di Finanza di Palermo un giro d’affari milionario che interessa anche politici e dirigenti della Regione Siciliana. L’inchiesta della Procura riguarda i finanziamenti per i “Grandi eventi” e la gestione del Ciapi, l’ente pubblico di formazione. Sono finiti in manette gli ex assessori della Regione nel governo di Raffaele Lombardo, Luigi Gentile e Gianmaria Sparma, coinvolto nell’inchiesta per gli atti svolti da dirigente della Regione quando, in cambio della commissione di servizi a due società vicine all’ex manager del Ciapi Fausto Giacchetto, si sarebbe fatto pagare un viaggio in Tunisia, abbonamenti Sky, un trasloco e una carta prepagata.

Sono invece indagati per corruzione e finanziamento illecito anche tre ex assessori al Lavoro della Regione siciliana, il senatore del Pdl Francesco Scoma e il capogruppo all’Ars della “Lista Musumeci” Santi Formica, in passato nominati sotto l’amministrazione di Totò Cuffaro, e Carmelo Incardona, ex Pdl, passato poi a grande Sud.
Le Fiamme gialle hanno sequestrato inoltre il capitale sociale e i beni di cinque società perché il denaro era riconducibile agli indagati, per un valore di 28 milioni di euro.

Cinquanta le perquisizioni eseguite nelle abitazioni e negli uffici delle persone coinvolte che sono accusate di corruzione, illecito finanziamento ai partiti, frode fiscale e truffa. L’organizzazione sembrerebbe essersi anche appropriata di fondi comunitari destinati al finanziamento di progetti per la formazione professionale.

Di finanziamento illecito ai partiti poi dovranno rispondere l’ex presidente dell’Ars Cascio che avrebbe avuto rimborsi per materiale elettorale per 11 mila euro circa, il deputato regionale Salvino Caputo, a cui sarebbero andati 22 mila euro per la campagna elettorale e, tra gli altri, Nino Dina e Lino Leanza che avrebbero avuto, rispettivamente, 6 mila e 3.300 euro per materiale elettorale.

Articolo pubblicato il 20 giugno 2013 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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